Dedicata a s. Edith Stein la nuova cappella dell’Accademia Cusanus di Bressanone

Dopo l’inaugurazione ufficiale della rinnovata Accademia Cusanus, che si è tenuta ieri, oggi il vescovo Ivo Muser ha consacrato la cappella che si trova al primo piano e l’ha dedicata a s. Edith Stein, patrona d’Europa. La cappella ha una nuova sede sacerdotale e un nuovo ambone, opera di Lois Anvidalfarei, scultore di Badia. La ristrutturazione della cappella è stata possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio.

La s. messa presieduta dal vescovo Ivo Muser e la consacrazione della nuova cappella sono state al centro della seconda giornata di festeggiamenti per la riapertura ufficiale dell’Accademia Cusanus. La cappella è stata dedicata a s. Edith Stein, patrona d’Europa. La celebrazione eucaristica è stata arricchita dalla presenza del coro del Duomo di Bressanone, diretto dal M.° Heinrich Walder, accompagnato dalle note dell’organista Franz Comploi.

Edith Stein nasce a Breslavia nel 1891. Di origini ebraiche, dopo un periodo di ateismo si converte nel 1922 al cristianesimo ed entra a far parte dell’Ordine delle Carmelitane Scalze nel 1933, prendendo il nome di Teresa Benedetta della Croce. Filosofa e mistica tedesca, attivista per i diritti delle donne, viene arrestata dai nazisti e portata nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove viene uccisa nelle camere a gas il giorno stesso dell’arresto, il 9 agosto 1942. Papa s. Giovanni Paolo II la beatifica nel 1987. Nel 1998 la proclama santa e l’anno successivo la nomina compatrona d’Europa (insieme alle sante Caterina da Siena e Brigida di Svezia). Edith Stein è considerata una costruttrice di ponti tra il cristianesimo e l’ebraismo. “Edith Stein è una figura di grande valore, ancora troppo poco conosciuta – ha sottolineato il vescovo Muser durante la predica –. Filosofa, attivista per i diritti delle donne, pedagoga, ebrea, cristiana, monaca e infine martire e compatrona d’Europa ha molto da dire a noi oggi. La sua biografia e i suoi scritti sono uno scrigno pieno di spunti su cui riflettere. Edith Stein è una moderna cercatrice di Dio”. E la ricerca di Dio deve essere oggi al centro dell’opera di annuncio della Chiesa, chiamata a guardare più a Dio e meno a se stessa. Mons. Muser ha sottolineato come sia stato un suo personale desiderio quello di dedicare la cappella dell’Accademia Cusanus a questa grande donna. È il primo e finora unico luogo liturgico della diocesi di Bolzano-Bressanone a portare il suo nome. “Credo che anche il card. Cusanus sarebbe d’accordo su questa scelta”, ha aggiunto il vescovo.

Il progetto artistico della cappella è stato affidato allo scultore Lois Anvidalfarei di Badia. “Il mio primo pensiero è stato quello di non toccare nulla”. Ma mentre lavorava, sentiva che la cappella stava assumendo un nuovo volto. “È diventato uno spazio forte, dove la liturgia si può celebrare con gioia”, ha sottolineato lo scultore prendendo la parola durante la cerimonia di consacrazione della cappella. I nuovi arredi liturgici della cappella sono stati finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.

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