Pensioni minime, Team K all’attacco: “Promesse disattese, servono aiuti concreti”

Il movimento critica l’attuazione dell’integrazione provinciale delle pensioni: pochi beneficiari, nessun pagamento per chi riceve assistenza sociale e criteri invariati anche nel 2027.

L’integrazione provinciale delle pensioni per le persone a basso reddito, annunciata dalla Giunta altoatesina come uno strumento per contrastare la povertà tra gli anziani, finisce al centro delle critiche del Team K. Secondo il movimento politico, la misura, pur presentata con grandi aspettative, avrebbe prodotto risultati molto inferiori a quelli promessi, lasciando senza sostegno molte delle persone che ne avrebbero maggiore bisogno.

Nel mirino ci sono innanzitutto i criteri di accesso, ritenuti troppo restrittivi. Il Team K sottolinea che, a fronte del numero di pensionati con redditi modesti presenti in Alto Adige, nel 2026 soltanto circa 3.000 persone hanno effettivamente beneficiato dell’integrazione.

Particolarmente critica, secondo il movimento, è la situazione dei circa 600 pensionati che percepiscono la pensione minima e sono anche beneficiari dell’assistenza sociale. Nonostante, al momento della presentazione del provvedimento, fossero state prospettate soluzioni anche per questa categoria, il contributo non sarebbe ancora stato erogato. Il Team K parla di continui rinvii e richiama le dichiarazioni dell’assessora provinciale alle Politiche sociali, Rosmarie Pamer, che a fine luglio avrebbe riferito di trattative ancora aperte con Roma e di una soluzione non ancora definita.

A suscitare ulteriori perplessità è anche la decisione della Giunta provinciale di confermare per il 2027 gli stessi criteri di accesso applicati nel 2026, nonostante fossero state annunciate modifiche elaborate insieme alle organizzazioni sindacali.

La consigliera provinciale Maria Elisabeth Rieder esprime delusione per una misura che, a suo giudizio, continua a escludere proprio le persone economicamente più fragili. Secondo l’esponente del Team K, non è comprensibile che i beneficiari dell’assistenza sociale debbano ancora attendere il sostegno annunciato, pur essendo tra i soggetti maggiormente esposti al rischio di povertà.

Il movimento chiede quindi che tutti gli aventi diritto ricevano gli importi spettanti, anche con effetto retroattivo per il 2026, e invita la Giunta a superare rapidamente gli ostacoli burocratici che finora avrebbero impedito l’erogazione dei contributi.

Contestualmente, il Team K invita i potenziali beneficiari a presentare entro la fine di settembre la dichiarazione ISEE, requisito necessario per accedere all’integrazione, così da evitare la perdita di eventuali prestazioni.

Infine, il movimento sollecita maggiore trasparenza sul numero delle persone escluse dai criteri attualmente in vigore e chiede che venga definita al più presto una soluzione per i pensionati che percepiscono assistenza sociale, ribadendo che il contrasto alla povertà nella terza età richiede interventi concreti e non soltanto annunci.

Foto, M. E. Rieder