Medici di famiglia, cinque nuovi rinforzi per l’Alto Adige

In una provincia dove molti dei 330 incarichi disponibili per la Medicina Generale restano ancora vacanti, arrivano cinque nuovi Medici di Famiglia. Ieri, all’Istituto di Medicina Generale e Public Health di Bolzano, sono stati consegnati i diplomi ai medici che hanno completato il percorso triennale di Formazione Specifica in Medicina Generale. Un risultato che assume un significato particolare in un sistema sanitario alle prese con una carenza ormai strutturale di professionisti.

A concludere il percorso sono stati Wafae Marradi, Verena Morandell, Massimo Locci, Carl Maria Rogen e Mario Scafuro. Altri tre partecipanti al corso 2023-2026 sosterranno invece l’esame finale nel gennaio 2027. «È motivo di particolare soddisfazione che vi siano medici che scelgono di intraprendere il percorso di Formazione Specifica in Medicina Generale», sottolinea Doris Hager-Prainsack, presidente dell’Istituto di Medicina Generale e Public Health di Bolzano.

Il traguardo arriva in un momento in cui la Medicina Generale sta attraversando una profonda trasformazione, anche sotto la spinta delle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale, osserva Hager-Prainsack, sta modificando in modo significativo diagnosi e terapia, ma proprio per questo le competenze umane diventano ancora più importanti. Per i nuovi medici, la sfida sarà quindi quella di combinare gli strumenti tecnologici più avanzati con la capacità di costruire con i pazienti un rapporto basato su empatia e fiducia.

La Formazione Specifica dell’Istituto di Bolzano dura tre anni e può essere frequentata a tempo pieno o parziale, in lingua italiana e tedesca. Il percorso comprende una componente pratica di 144 settimane, oltre alle 12 settimane di assenza consentita, e una parte teorica articolata in circa 110 seminari che si svolgono presso il Polo Universitario delle Professioni Sanitarie “Claudiana”. Particolarmente significativo è il tirocinio negli studi di Medicina Generale, che consente ai futuri medici di confrontarsi direttamente con la realtà professionale e con il sistema sanitario altoatesino.

«La nostra Formazione Specifica si distingue soprattutto per il suo spiccato orientamento alla pratica e per il bilinguismo concretamente vissuto», ribadisce Hager-Prainsack. Una caratteristica che rappresenta uno degli elementi distintivi del percorso altoatesino e che si accompagna anche a un sostegno economico particolarmente significativo: ai medici in formazione viene infatti riconosciuto un assegno mensile dalla Provincia. In cambio, chi riceve la borsa si impegna a lavorare come Medico di Famiglia in Alto Adige per almeno tre anni entro i primi cinque dal conseguimento del titolo. L’importo della borsa altoatesina è quasi quattro volte superiore a quello previsto nel resto d’Italia.

Intanto, il ricambio generazionale è già in corso. Nel percorso 2026-2029 sono entrati dieci nuovi partecipanti, cinque mediche e cinque medici: otto hanno iniziato la formazione nella primavera del 2026, mentre altri due sono entrati nel mese di settembre. Il programma comprende anche un tirocinio di undici mesi negli studi di Medicina Generale, pensato per garantire un’esperienza fortemente concreta e vicina alla futura attività professionale.

Il prossimo ciclo, quello 2027-2030, prenderà il via nella primavera del prossimo anno. Le domande di ammissione alla prima sessione potranno presumibilmente essere presentate tra gennaio e febbraio 2027. Sono previste due prove di ammissione, a marzo e luglio, con l’avvio dei corsi rispettivamente ad aprile e settembre.

La necessità di nuovi professionisti resta però evidente. Per Hager-Prainsack, rafforzare la Medicina Generale significa difendere uno dei pilastri dell’assistenza sanitaria di prossimità. Il medico di famiglia, sottolinea, affronta ogni giorno un ampio spettro di problemi di salute e spesso accompagna pazienti e famiglie per generazioni. Una presenza che, al di là delle trasformazioni tecnologiche e delle difficoltà burocratiche, continua a rappresentare un punto di riferimento insostituibile.

I cinque nuovi diplomati entrano così in una professione chiamata a cambiare rapidamente, ma che conserva il suo elemento più prezioso: il rapporto diretto con le persone. In un Alto Adige che cerca nuovi medici di famiglia, la loro scelta rappresenta un piccolo ma concreto passo per colmare un vuoto che il sistema sanitario non può più permettersi di ignorare.