Collegio elettorale, i Verdi bocciano il “Piano B”: «Peggio della proposta Urzì»

Il confronto sulla ridefinizione del collegio elettorale Bolzano-Bassa Atesina torna ad accendere lo scontro politico. I Verdi altoatesini criticano duramente il cosiddetto “Piano B”, sostenendo che la nuova ipotesi sarebbe persino più penalizzante della proposta originaria avanzata da Alessandro Urzì.

Secondo i co-portavoce dei Verdi Zeno Oberkofler e Kathrin Werth, la nuova proposta accentuerebbe ulteriormente la divisione del collegio, favorendo la destra e irrigidendo la separazione tra i gruppi linguistici.

«Il collegio viene ritagliato ancora di più a favore della destra e allo stesso tempo la separazione etnica dei gruppi linguistici viene definitivamente cementata», affermano i due esponenti dei Verdi.

Nel mirino dei Verdi finisce soprattutto l’impostazione che, a loro giudizio, starebbe alla base della proposta. Oberkofler e Werth parlano di un ritorno alle logiche degli anni Settanta, richiamando una storica posizione dell’ex assessore provinciale SVP alla scuola Anton Zelger, secondo cui una maggiore separazione tra i gruppi linguistici avrebbe favorito una migliore convivenza.

Per i Verdi, invece, l’ipotesi oggi sul tavolo rischia di rafforzare proprio quella divisione etnica che negli ultimi decenni la politica altoatesina avrebbe cercato di superare.

«È triste vedere quanto SVP, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Freiheitliche argomentino su questo tema con schemi etnici del passato», sostengono Oberkofler e Werth.

Kathrin Werth collega inoltre la vicenda alla recente riforma dell’autonomia, sottolineando quella che considera una contraddizione tra le dichiarazioni sulla convivenza tra i gruppi linguistici e le scelte relative al collegio senatoriale.

«È la stessa coalizione che solo pochi mesi fa si vantava della riforma dell’autonomia», afferma Werth. «Non c’è voluto molto per vedere quale valore il governo e i suoi rappresentanti locali attribuiscano davvero alla convivenza tra i gruppi linguistici in Alto Adige».

Durissimo anche il giudizio di Zeno Oberkofler sulla posizione della SVP, accusata di trovarsi in difficoltà dopo aver contribuito a creare l’attuale situazione.

«La SVP evidentemente non sa più come uscire da questo pasticcio che si è creata da sola», sostiene Oberkofler, secondo cui il partito sarebbe ora costretto a confrontarsi con le richieste dei propri alleati.

Il co-portavoce dei Verdi conclude accusando la SVP di piegarsi alle posizioni di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Freiheitlichen, anche per evitare di mettere in discussione la prosecuzione dell’attuale coalizione.

Il dossier sul collegio Bolzano-Bassa Atesina resta dunque al centro di un confronto politico che, oltre alla distribuzione dei collegi, investe direttamente il tema della rappresentanza dei gruppi linguistici e degli equilibri della convivenza in Alto Adige.

Foto, Zeno Oberkofler