Una scuola davvero per tutti: «Nessun bambino deve restare senza il sostegno di cui ha bisogno»

GAIA e AEB lanciano l’appello: più personale specializzato e continuità per garantire un’inclusione reale

Una scuola inclusiva non può essere soltanto un principio sulla carta: deve tradursi ogni giorno in sostegni concreti, personale qualificato e percorsi costruiti sulle esigenze di ogni alunna e ogni alunno. È questo il messaggio emerso dall’incontro tra la Garante per l’infanzia e l’adolescenza Daniela Höller, la sua collaboratrice Lara Letrari e i rappresentanti dell’associazione AEB – Genitori attivi per l’inclusione delle persone con disabilità APS.

Al centro del confronto la necessità di rafforzare ulteriormente il sostegno individuale nelle scuole altoatesine, garantendo la presenza di insegnanti di integrazione e collaboratrici e collaboratori all’integrazione adeguatamente formati e con una maggiore continuità nel tempo.

Secondo AEB e GAIA, per costruire una scuola realmente inclusiva servono organici stabili, condizioni di lavoro attrattive e una strategia del personale pensata sul lungo periodo. Solo così è possibile assicurare agli studenti con disabilità un accompagnamento adeguato e permettere loro di sviluppare pienamente le proprie capacità.

Il riferimento è anche alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, che riconosce a bambine, bambini e adolescenti con disabilità il diritto a un sostegno speciale, a un’educazione adeguata e a un percorso formativo personalizzato.

«I genitori di bambine e bambini con disabilità lottano spesso fin dalla nascita affinché i loro figli abbiano le stesse opportunità di tutti gli altri. Molte famiglie, dopo anni di impegno costante, sono esauste. La scuola non deve trasformarsi in un’ulteriore battaglia, ma essere un luogo in cui ogni bambina e ogni bambino riceve il sostegno necessario per il proprio sviluppo», sottolinea Bernardette Ramoser, responsabile del gruppo di lavoro Scuola di AEB.

Anche la Garante Daniela Höller richiama l’importanza di un sistema capace di rispondere realmente ai bisogni individuali: «Una formazione inclusiva e di qualità e una completa partecipazione sociale possono realizzarsi solo se il sostegno viene garantito in modo adeguato alle esigenze di ciascuno. Servono risorse sufficienti, ma anche informazioni tempestive alle famiglie, chiarezza sulle competenze dei diversi soggetti coinvolti e una stretta collaborazione tra tutti gli attori interessati».

Tra le richieste principali avanzate da GAIA e AEB c’è l’assegnazione completa delle ore di insegnamento di integrazione e di supporto definite sulla base del fabbisogno individuale, secondo le valutazioni tecniche e professionali effettuate.

Il messaggio è chiaro: le difficoltà organizzative o la mancanza di personale non possono ricadere sugli studenti più fragili. A ribadirlo è anche una recente sentenza della Corte di Cassazione, secondo cui è l’amministrazione scolastica a dover adeguare la propria organizzazione alle esigenze della persona e non il contrario.

Una richiesta che punta al cuore del diritto all’istruzione: una scuola capace di accogliere tutti, valorizzare le differenze e offrire a ogni ragazza e ragazzo le stesse possibilità di crescita.