“A 80 anni dalla Repubblica, la priorità resta la pace”: l’appello dei Verdi contro la deriva bellicista

Un richiamo forte alla diplomazia, al dialogo e alla costruzione della pace in occasione dell’80° anniversario della Repubblica Italiana. È questo il messaggio lanciato dai Verdi Grüne Vërc, che in una nota politica esprimono forte preoccupazione per l’escalation dei toni bellici nel panorama internazionale e per il progressivo aumento delle politiche di riarmo in Europa e negli Stati Uniti.

Secondo il movimento ecologista, la retorica guerrafondaia che oggi caratterizza molte leadership occidentali rappresenta “uno strumento pericoloso di populismo irresponsabile”. Nel mirino dei Verdi vi sono in particolare le posizioni espresse dai governi e dalle istituzioni internazionali negli ultimi mesi, dagli Stati Uniti di Donald Trump alla Germania di Friedrich Merz, fino alla Francia di Emmanuel Macron e alla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen.

“Elide Mussner, co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc, sottolinea come i continui rifiuti da parte dell’Unione Europea di lavorare a una soluzione diplomatica del conflitto tra Russia e Ucraina rappresentino una perdita di orientamento della politica stessa. Oggi, invece di mediare e cercare una soluzione pacifica, si sceglie da che parte stare: l’uno contro l’altro”, afferma.

La riflessione dei Verdi arriva anche alla luce dei recenti episodi legati alla guerra in Ucraina, tra cui l’invasione dello spazio aereo rumeno da parte di un drone russo che ha colpito un complesso residenziale causando vittime civili. Episodi che, secondo il movimento, stanno contribuendo a un clima internazionale sempre più teso e militarizzato.

Critiche vengono rivolte anche alla Nato e alle dichiarazioni del segretario Mark Rutte, che ha recentemente ribadito la volontà dell’Alleanza Atlantica di difendere “ogni centimetro del proprio territorio”. Parole che, secondo i Verdi, rischiano di alimentare ulteriormente l’escalation anziché favorire percorsi di mediazione.

Dal 2022, anno dell’invasione russa dell’Ucraina, gli sforzi diplomatici sarebbero stati insufficienti, sostengono ancora i Verdi, mentre l’attenzione si sarebbe concentrata soprattutto sull’aumento delle spese militari e degli investimenti in armamenti.

“La pace non si crea attraverso la violenza, ma attraverso il dialogo, il reciproco ascolto, gli sforzi diplomatici e soprattutto il compromesso”, dichiara Luca Bertolini, co-portavoce del movimento, criticando quella che definisce una visione “monca” della sicurezza basata esclusivamente sul potenziamento militare.

Nel documento viene inoltre richiamata l’attenzione sulle mobilitazioni civili che stanno attraversando diversi Paesi occidentali. In Germania migliaia di giovani sono scesi in piazza contro la possibile reintroduzione della leva militare in occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. In Italia continuano le proteste contro la guerra a Gaza, mentre negli Stati Uniti cresce il movimento “No Kings”, nato in opposizione alle politiche di Donald Trump.

Per i Verdi, il contesto internazionale impone oggi una presa di posizione chiara in favore della pace e dei diritti umani. “È nostro dovere non tacere e non distogliere lo sguardo dalle atrocità che stanno dilagando nel mondo”, si legge nella nota, che richiama anche il coraggio civile di chi si oppose ai regimi nazi-fascisti e contribuì, dopo le devastazioni delle due guerre mondiali, alla costruzione della Repubblica Italiana e dell’Europa unita.

“Ottant’anni dopo la nascita della Repubblica Italiana – conclude Elide Mussner – la più alta priorità e il più importante dovere restano la costruzione della pace.”

Foto, Elide Mussner