Dal cancello della fabbrica fino al Palazzo provinciale, oggi a Bolzano è risuonata una richiesta semplice e non negoziabile: il diritto al lavoro. In piazza, a fianco degli operai e delle operaie della Valbruna e delle loro famiglie, per ribadire che il futuro industriale di questo territorio non può essere deciso nel silenzio.
In un contesto segnato da una crescente instabilità geopolitica, la senatrice Aurora Floridia ha richiamato con forza la responsabilità della politica: «Il settore siderurgico in Italia va rafforzato dove già esiste, anche in termini di autonomia strategica, garantendo insieme lavoro, salute e tutela dell’ambiente. Mi domando anche dove sia il ministro Urso». Parole che pongono una questione centrale: non ci può essere transizione, né sicurezza industriale, senza assunzione di responsabilità.
A ribadire il pieno sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici è stato anche il portavoce provinciale dei Verdi Luca Bertolini: «Il diritto al lavoro va difeso con scelte chiare e responsabilità politica». Un messaggio netto, che chiede coerenza e decisioni, non rinvii.
Per Cornelia Brugger, consigliera comunale di Bolzano, la Valbruna non è solo uno stabilimento produttivo, ma una parte integrante della città: «Ignorare il futuro della Valbruna significa ignorare una parte della comunità bolzanina». Un richiamo che va oltre i cancelli della fabbrica e riguarda l’intero tessuto sociale.
La presenza in piazza non è stata simbolica. È stata una scelta precisa. Perché il silenzio di chi governa questa Provincia è anch’esso una scelta politica. E di fronte a quel silenzio, oggi, si è scelto di stare dalla parte di chi lavora, di chi chiede risposte e di chi difende il futuro industriale e sociale di Bolzano.
Il lavoro non si ignora. E non si archivia.
Foto, Brugger, Floridia e Bertolini