“L’emendamento approvato ieri alla Camera sulla violenza sessuale è un passo in avanti importantissimo, che allinea l’ordinamento italiano a quanto sancito dalla Convezione di Istanbul: tutte le volte che non c’è consenso è violenza sessuale. Ed è altrettanto importante che questa modifica al codice penale sia frutto di un lavoro di squadra tra maggioranza e opposizioni, con un voto all’unanimità in Commissione Giustizia. Sono temi che chiamano all’impegno di tutti, senza distinzioni di colore politico.”
Lo scrive, in una nota, la Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger.
Con l’emendamento si stabilisce che il consenso debba essere libero e attuale, privo cioè di qualsiasi costrizione e revocabile in qualunque momento. Ugualmente rilevante è il riconoscimento della violenza non solo quando questa avviene mediante la forza, la minaccia o abusando di condizioni di inferiorità fisica o psichica, ma anche approfittando di condizioni di vulnerabilità, facendo cioè leva su uno stato di fragilità emotiva, economica o psicologica della donna.
Fino alla riforma del 1996, la violenza sessuale non era nemmeno considerata un reato contro la persona, ma contro la morale pubblica. Con questa riforma si aggiunge un tassello decisivo nella tutela delle donne: il fulcro dell’accertamento giudiziario diventa il consenso, criterio che definirà la presenza o meno del reato. È un passaggio di enorme rilievo, destinato a migliorare profondamente la giurisprudenza in materia di violenza – ribadisce nella sua nota Julia Unterberger.
Foto. Julia Unterberger.