Ricordate le vittime delle stragi di Bologna e del Treno Italicus

Nonostante la pioggia torrenziale e la giornata quasi autunnale, in contemporanea con le manifestazioni di Bologna (strage fascista del 2 agosto 1980) e la successiva a San Benedetto Val di Sambro (strage fascista Treno Italicus 4 agosto 1974), oggi un riuscito flash mob davanti alla Stazione di Bolzano ha ricordato le vittime della strage.
I manifestanti hanno chiesto verità e giustizia sui mandanti della strategia della tensione per rendere più forte democrazia e libertà ieri, oggi e domani, e rinnovato con i tre fischi finali l’impegno per attuare i valori di pace, umanità, giustizia, libertà scritti nella nostra Costituzione nata dall’antifascismo e dalla Resistenza, che autori e mandanti delle stragi intendevano cancellare.

Sono intervenuti il presidente di Anpi Alto Adige Südtirol Guido Margheri e l’assessore comunale di Merano Daniele Di Lucrezia.

Presenti, tra gli altri, la segretaria provinciale della CGIL-AGB Cristina Masera, la presidente AUSER Luisa Gnecchi, nonché il presidente dell’Associazione ex-bersaglieri Salvatore Biondolillo.

Sono state ricordate le vittime della strage di Bologna della nostra terra, nonché quelle dell’Italicus.

Argeo Bonora, 42 anni, era un ferroviere, nato a Galliera, in provincia di Bologna, aveva due fratelli, era sposato ed aveva 5 figli. Dal 1970 si era trasferito per motivi di lavoro a Salorno, in provincia di Bolzano. Il 2 agosto era in ferie e ne aveva approfittato per andare a trovare la madre che abitava a Saletto di Bentivoglio, in provincia di Bologna. La bomba l’ha ucciso in stazione a Bologna mentre aspettava il treno per ritornare a casa.

Angelo Priore, 26 anni, era nato a Malles Venosta, si era trasferito a Messina dove svolgeva il mestiere di ottico. Il 2 agosto era in viaggio per raggiungere moglie e figlio di 14 mesi che erano già in vacanza a Pelos nel Cadore, assieme a lui viaggiavano anche i suoceri. Decisero di aspettare il treno in sala d’aspetto, Angelo leggeva una rivista mentre i suoceri uscirono a fare due passi. Lo scoppio della bomba ferì molto gravemente Angelo al volto e alla testa mentre i suoceri si salvarono. Iniziarono mesi di ricovero ospedaliero, di interventi chirurgici e di forti dolori causati dalle ustioni ma le cure mediche furono inutili ed Angelo spirò l’11 novembre 1980.

Berta Ebner, 50 anni, era nata a San Leonardo in Passiria, aveva un fratello, non era sposata e viveva in casa con la madre. Faceva la casalinga. Non sappiamo perché il 2 agosto fosse in stazione dove la bomba la uccise.

Le vittime della strage del treno Italicus del 4 agosto 1974 Nunzio Russo, anni 49, Marco Russo, anni 14, Maria Santina Carraro in Russo, anni 47, residenti di Merano,