Hikikomori, quando il mondo resta fuori dalla porta: la vulnerabilità diventa una voce

A Bolzano un incontro per dare volto e parola ai giovani che scelgono il ritiro sociale. Protagonista simbolico il Riccio, personaggio nato da un progetto di arteterapia: «La vulnerabilità non è una debolezza»

Chiudersi nella propria stanza, allontanarsi progressivamente dagli amici, dalla scuola, dalle relazioni e, talvolta, dal mondo intero. È il silenzio degli hikikomori, giovani che vivono una condizione di estremo ritiro sociale, spesso difficile da comprendere e ancora più difficile da affrontare per chi sta loro accanto.

Per provare a guardare oltre quella porta chiusa, giovedì 12 novembre, dalle 18 alle 20, il Centro Ermete Lovera di Bolzano ospita un nuovo appuntamento di «Nel Contesto», dedicato al tema Hikikomori. Giovani in ritiro sociale. L’iniziativa nasce in collaborazione con il progetto Invisibili dell’associazione La Strada – Der Weg e propone uno spazio di dialogo tra professionisti, arte, famiglie e comunità.

A fare da filo conduttore all’incontro sarà una figura insolita: il Riccio. «La vulnerabilità non è una debolezza!», afferma questo personaggio illustrato, nato nell’ambito del progetto di arteterapia Dentro il Cubo – ComeSe, oggi visibile al Piccolo Museion – Cubo Garutti, nel quartiere Don Bosco.

Creato dall’artista Martina Melilli, il Riccio è molto più di una figura esposta: è un custode di storie, un «alias e un alter ego», attraverso il quale prende forma uno scambio virtuale con un gruppo di giovani che sperimentano il ritiro sociale. Una voce capace di avvicinarsi a esperienze spesso invisibili, senza giudicarle e senza pretendere risposte semplici.

Il termine giapponese hikikomori significa letteralmente «ritirarsi» e descrive un progressivo distacco dalla vita sociale. Ma che cosa si nasconde dietro questa scelta? Quali fragilità, pressioni e difficoltà possono spingere un ragazzo o una ragazza a interrompere i rapporti con l’esterno? E come vivono questa condizione i genitori e le famiglie, mentre gli anni della crescita scorrono dietro una porta chiusa?

Sono domande che richiedono ascolto, sensibilità e nuove forme di relazione. Per questo l’incontro intende esplorare anche le esperienze e le pratiche partecipative sviluppate nei campi della terapia, del lavoro sociale e dell’arte, con l’obiettivo di costruire ponti con chi si è progressivamente allontanato dalla società.

A confrontarsi saranno Alberto Malfatti, psicoterapeuta e musicoterapeuta, referente alla prevenzione nel progetto Invisibili di La Strada – Der Weg, e Martina Melilli, artista e direttrice artistica del progetto ComeSe del Piccolo Museion – Cubo Garutti, oltre che collaboratrice della piattaforma Academy of Care. La moderazione sarà affidata a Brita Köhler.

L’incontro si svolgerà in italiano. Al termine è previsto un momento conviviale con un piccolo rinfresco offerto da La Strada – Der Weg.

La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la prenotazione.

Informazioni e prenotazioni: Nel Contesto – Museion.