Mercoledì 28 ottobre, al Centro parrocchiale di Egna, UPAD dedica un appuntamento all’ultima opera di Giacomo Puccini, a un secolo dalla prima rappresentazione.
A cento anni dal debutto, Turandot continua ad affascinare il pubblico e a suscitare riflessioni sulla forza della musica e sulla complessità dei sentimenti umani. Al capolavoro di Giacomo Puccini è dedicato l’incontro promosso da UPAD e presentato da Mary Grasso, referente della sede di Egna, in programma mercoledì 28 ottobre 2026, alle ore 16.30, al Centro parrocchiale di Egna.
Protagonista dell’appuntamento sarà il professor Giacomo Fornari, che terrà la conferenza dal titolo «Giacomo Puccini: 100 anni di Turandot», offrendo al pubblico l’occasione di approfondire la genesi e il significato di una delle opere più celebri del repertorio lirico.
Lasciata incompiuta alla morte del compositore e portata in scena per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano nel 1926, Turandot occupa un posto particolare nella storia del melodramma. Ambientata in una Pechino fiabesca, la vicenda intreccia amore, paura e potere, dando vita a un racconto in cui la dimensione spettacolare si accompagna a una profonda tensione emotiva.
La principessa Turandot sottopone i suoi pretendenti a tre enigmi, condannando a morte chi non riesce a risolverli. A raccogliere la sfida è Calaf, deciso a conquistare il suo amore. Accanto ai due protagonisti spicca Liù, personaggio segnato dalla dedizione e dalla fragilità, il cui sacrificio rappresenta uno dei momenti più intensi e toccanti dell’opera.
A rendere Turandot ancora oggi così coinvolgente è anche la ricchezza della partitura, nella quale le grandi scene corali e la solennità della corte si alternano a momenti di intimità e delicata intensità lirica. Un equilibrio tra grandiosità musicale e profondità umana che va ben oltre la celebre aria «Nessun dorma», divenuta uno dei brani più riconoscibili della musica operistica anche al di fuori dei teatri.
L’incontro organizzato da UPAD sarà dunque un’occasione per riscoprire un’opera emblematica del teatro musicale del Novecento e approfondire l’eredità artistica di Puccini, a cento anni da una prima rappresentazione che ha segnato la storia della lirica.
Foto, Giacomo Fornari e Mary Grasso a Egna