Volontariato, il CSV Alto Adige supera l’esame: confermato l’accreditamento provinciale

Dai 28 soci fondatori del 2017 agli attuali 517: il Centro di servizio consolida il proprio ruolo a sostegno delle associazioni. Ogni anno garantisce circa 6.000 ore di consulenza e quasi 700 ore di formazione.

Un riconoscimento che premia il lavoro svolto e rafforza il ruolo del volontariato nella società altoatesina. Il CSV Alto Adige ha ottenuto la conferma dell’accreditamento come centro di servizi per il volontariato, mantenendo il proprio ruolo di riferimento per le associazioni della Provincia autonoma di Bolzano. La decisione è arrivata al termine di un articolato processo di verifica, che ha coinvolto gli organismi competenti a livello statale e territoriale, chiamati a valutare sia la struttura associativa sia la qualità dei servizi offerti.

Un risultato significativo per una realtà che, dalla metà del 2019, accompagna concretamente le organizzazioni del territorio attraverso consulenze, formazione e assistenza specialistica. I numeri raccontano un’attività ormai consolidata: circa 6.000 ore di consulenza e quasi 700 ore di formazione ogni anno, rivolte alle associazioni e ai loro collaboratori nei diversi comuni altoatesini.

«Possiamo essere molto orgogliosi di quanto raggiunto in Alto Adige», sottolinea il presidente del CSV Alto Adige, Sergio Bonagura, richiamando anche il confronto con il vicino Trentino, dove il centro di servizio può contare su una storia ventennale, un organico più ampio e maggiori risorse economiche.

Al di là dei numeri, il valore del CSV si misura soprattutto nella capacità di essere vicino a chi opera quotidianamente nel mondo del volontariato. «La cosa più preziosa per noi è e rimane il contatto con le associazioni e i loro soci, i volontari e i collaboratori», evidenzia la vicepresidente Vanessa Macchia.

Una crescita confermata anche dall’evoluzione della base associativa: dai 28 soci fondatori del 2017 si è arrivati agli attuali 517. «Come si può facilmente constatare, siamo cresciuti notevolmente», osserva il direttore Ulrich Seitz, sottolineando l’importanza di consolidare le competenze e rendere i servizi sempre più rispondenti alle esigenze delle organizzazioni.

L’obiettivo è continuare a promuovere il volontariato in modo sostenibile, alleggerendo gli adempimenti burocratici e offrendo alle associazioni un punto di riferimento competente e accessibile. Il CSV intende accompagnare sia le realtà più strutturate sia le piccole organizzazioni, aiutandole a orientarsi tra obblighi normativi, gestione amministrativa e opportunità di finanziamento.

Tra le priorità figurano la gestione dei bilanci preventivi e consuntivi, il nuovo regime forfettario per gli enti del Terzo settore, le agevolazioni fiscali, l’accesso ai finanziamenti e la semplificazione delle procedure per attività e progetti. A questi ambiti si affiancano il supporto nell’organizzazione degli eventi, la digitalizzazione dei servizi e la ricerca di nuovi volontari, con particolare attenzione al loro coinvolgimento e alla continuità della partecipazione.

Un altro tema strategico riguarda il ruolo del Terzo settore come ambito professionale attrattivo anche in Alto Adige, capace di offrire opportunità lavorative e valorizzare competenze specifiche.

La conferma dell’accreditamento rappresenta quindi non soltanto un riconoscimento del lavoro svolto, ma anche una responsabilità per il futuro. In una società in cui le associazioni contribuiscono alla coesione sociale, alla solidarietà e alla partecipazione civica, disporre di servizi qualificati significa sostenere chi ogni giorno trasforma l’impegno volontario in iniziative concrete a beneficio della comunità.

Per il CSV Alto Adige la sfida sarà proseguire su questa strada, rafforzando la propria presenza sul territorio e accompagnando le associazioni nei cambiamenti normativi, organizzativi e sociali che interessano il mondo del volontariato.

In foto, una parte del team del CSV Alto Adige, da sinistra a destra – in secondo piano: Oliviero Di Lanzo, il direttore Ulrich Seitz, Roberto Nerini; in primo piano, invece, la vicepresidente del CSV Vanessa Macchia e il presidente del CSV Sergio Bonagura