Maurizio Mattioli premiato a Roma: al COLIFFE il cinema incontra le leggende del calcio

Dall’omaggio all’attore romano al docufilm su Aldair, fino alla storia di Lucy, pioniera del calcio femminile brasiliano: una serata tra emozioni, sport e impegno sociale.

Un premio alla carriera per Maurizio Mattioli, il ricordo di una leggenda giallorossa come Aldair e la storia di Lucy, pioniera del calcio femminile brasiliano. La giornata del 7 ottobre del COLIFFE – Coliseum International Film Festival ha intrecciato cinema, sport e impegno sociale nell’ambito della rassegna Proiezioni di Valore: in ricordo di Marcello, ospitata al Teatro Marconi di Roma e organizzata da Giuseppe Cuscusa.

Tra i momenti più significativi della manifestazione, il conferimento del Premio alla Carriera a Maurizio Mattioli, presente in sala per ritirare personalmente il riconoscimento. Un omaggio a uno degli interpreti più popolari del cinema e della televisione italiana, protagonista di una lunga carriera tra commedia, teatro e televisione.

La serata ha alternato l’omaggio allo spettacolo italiano a storie cinematografiche capaci di raccontare i valori dello sport, il senso di appartenenza, la memoria e la lotta alle discriminazioni.

Maurizio Mattioli, un premio a una carriera tra cinema e televisione

La presenza di Maurizio Mattioli ha rappresentato uno dei momenti centrali della giornata. Attore dalla spiccata versatilità, capace di passare dalla commedia brillante a ruoli più intensi e drammatici, ha conquistato il pubblico con la sua spontaneità, la comicità immediata e uno stile profondamente legato alla romanità.

«Ringrazio gli organizzatori del Festival per questo importante riconoscimento», ha commentato l’attore romano.

Tra i film che hanno segnato il suo percorso artistico figurano Vacanze di Natale ’95 di Neri Parenti, Fantozzi – Il ritorno, Tifosi, Il pranzo della domenica, Un’estate al mare, Un’estate ai Caraibi e La vita è una cosa meravigliosa.

Importanti anche le partecipazioni a Immaturi e Immaturi – Il viaggio di Paolo Genovese, Buona giornata, Viva l’Italia di Massimiliano Bruno e Una famiglia perfetta di Paolo Genovese.

Nel corso degli anni, Mattioli ha lavorato con alcuni dei principali registi della commedia italiana, tra cui Carlo Vanzina, Neri Parenti e Paolo Genovese, dando vita a personaggi rimasti nella memoria del pubblico. Anche la televisione ha contribuito a consolidarne la popolarità, facendone un volto familiare per diverse generazioni di spettatori.

Aldair, il cuore giallorosso raccontato dal cinema

Tra le proiezioni più attese della serata, Aldair cuore giallorosso, docufilm diretto da Simone Godano e prodotto da Leonarddo Godano, dedicato allo storico difensore brasiliano dell’AS Roma.

Campione del mondo con il Brasile nel 1994, Aldair è stato uno dei protagonisti più rappresentativi della storia giallorossa. Eleganza, intelligenza tattica e professionalità ne hanno fatto un punto di riferimento per la squadra e per i tifosi romanisti.

Il documentario ripercorre il suo cammino umano e sportivo, soffermandosi sul legame costruito con Roma e con una tifoseria che continua a riconoscerlo come uno dei simboli della propria storia.

La proiezione ha offerto anche l’occasione per riflettere sul valore dell’appartenenza e sulla capacità dello sport di creare legami che resistono al tempo e vanno oltre la conclusione di una carriera agonistica.

Lucy, la pioniera che ha sfidato i divieti del calcio femminile

Dalla memoria del calcio maschile alla battaglia per i diritti delle donne nello sport. Un altro momento significativo della giornata è stato dedicato a Maria Lucia Alves Feitosa, conosciuta come Lucy, pioniera del calcio femminile brasiliano.

La sua è una storia di determinazione, vissuta in un contesto nel quale alle donne era impedito praticare il calcio. Una vicenda personale diventata un progetto cinematografico grazie all’iniziativa dei fratelli Pili, conosciuti in Sardegna, terra con cui Lucy ha sviluppato un profondo legame umano.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti Massimiliano Spinella e Guglielmo Gatti, conduttori di SalottoRoma, Lucy ha ricordato con emozione la nascita del progetto.

«L’idea è nata dai fratelli Pili, che ho conosciuto in Sardegna e che sono grandi appassionati di calcio. Non immaginavo questo successo. L’emozione più grande è vedere la mia storia raccontata da due ragazzi sardi, proprio dalla terra che mi ha adottato».

La protagonista ha ripercorso anche le difficoltà incontrate dalle donne brasiliane che desideravano giocare a calcio.

«In Brasile il calcio femminile era vietato dal governo. Solo dal 1979 hanno cominciato a svilupparsi i campionati regionali femminili. Per noi donne giocare significava anche lottare per conquistare un diritto. Io sono dovuta venire in Europa e in Italia per poter giocare. La Sardegna mi ha poi adottato».

Un ricordo speciale è stato dedicato ad Antonella Carta, ex calciatrice della Nazionale italiana, che Lucy ha conosciuto nel 1987.

«Mi è sempre stata vicina durante la carriera e sono felice che abbia partecipato anche al film, insieme ad altre calciatrici».

Francesco Pili: «Ogni donna ha il diritto di realizzare i propri sogni»

A sottolineare il valore sociale del progetto è stato Francesco Pili, che ha richiamato l’attenzione sulle discriminazioni subite dalle donne nel mondo dello sport.

«Il mondo del calcio femminile è stato emarginato per troppo tempo. Questa storia parla di lotta alle discriminazioni, di emancipazione femminile e del diritto di ogni donna a realizzare i propri sogni».

Pili ha inoltre evidenziato il contributo del regista Roberto Pili, capace di tradurre la vicenda personale di Lucy in un racconto cinematografico ambientato in Sardegna.

«Il regista ha saputo esprimere in maniera emozionante questa storia vera. Il film è stato realizzato e girato in Sardegna, valorizzando il territorio e il legame con la protagonista».

Il Cagliari Calcio, l’Unipol Domus e la partecipazione di Dida

Nel racconto della realizzazione del film, Francesco Pili ha ricordato anche il sostegno del Cagliari Calcio, che ha messo a disposizione l’Unipol Domus, lo stadio della squadra rossoblù, come location per le riprese.

«La disponibilità del Cagliari Calcio è stata molto importante. Poter girare all’Unipol Domus ha rappresentato un valore aggiunto per il progetto».

Un contributo significativo è arrivato anche da Dida, ex portiere del Milan e della Nazionale brasiliana, che ha accettato di partecipare al film mentre frequentava un corso per allenatori dei portieri.

«Dida stava frequentando un corso per allenatori dei portieri quando gli è stata proposta la partecipazione al film. Ha accettato, contribuendo a dare ulteriore valore alla nostra storia», ha raccontato Pili.

Una serata tra cinema, memoria e impegno sociale

Tra gli ospiti presenti in sala anche l’attrice Olga Balafin. La giornata del COLIFFE ha così riunito personalità dello spettacolo e protagonisti di storie sportive differenti, accomunate da un messaggio condiviso.

Da Maurizio Mattioli ad Aldair, fino alla testimonianza di Lucy, il cinema si è fatto strumento per celebrare il talento, custodire la memoria e dare voce a battaglie che hanno segnato la società.

Tre percorsi diversi, un unico filo conduttore: il valore delle persone, la forza dei sogni e la capacità delle storie individuali di trasformarsi in patrimonio collettivo. 

Foto, Maurizio Mattioli/c-Luca Bernardini