La storica presenta il nuovo saggio edito da Laterza: due appuntamenti il 25 e 26 agosto per interrogarsi sul significato della memoria della Shoah e sul valore universale del “mai più”.
Un “mai più” che non può restare soltanto una formula. È da questa domanda, urgente e scomoda, che parte Anna Foa, una delle voci più autorevoli della cultura storica italiana, che il 25 e 26 agosto sarà protagonista di due incontri a Bolzano e Merano per presentare il suo nuovo saggio “Mai più”, pubblicato da Laterza.
Il primo appuntamento è in programma martedì 25 agosto alle 18.30 alla Nuova Libreria Cappelli di Bolzano, dove Foa dialogherà con Alessandro Costazza, già professore ordinario di Letteratura tedesca all’Università degli Studi di Milano e studioso della rappresentazione letteraria della Shoah.
Il giorno successivo, mercoledì 26 agosto alle 21, la storica sarà al Pavillon des Fleurs di Merano per l’ultimo appuntamento della rassegna Appuntamento a Merano, organizzata dalla Biblioteca Civica di Merano e dal Passirio Club in collaborazione con il Teatro Stabile di Bolzano. A condurre la serata sarà il giornalista Mauro Sperandio.
Nel nuovo libro, Anna Foa affronta alcune delle questioni più delicate e controverse del presente: il rapporto tra memoria e attualità, l’antisemitismo, l’antisionismo, il significato della parola genocidio e il modo in cui la memoria della Shoah viene utilizzata e interpretata nel dibattito contemporaneo.
Il punto di partenza è una domanda tanto semplice quanto radicale: a chi è rivolto quel “mai più” che abbiamo associato alla Shoah?
Per Foa, la memoria dello sterminio degli ebrei d’Europa non può essere soltanto un patrimonio del passato, ma deve continuare a interrogare il presente. Il libro nasce proprio dall’urgenza di confrontarsi con i conflitti degli ultimi anni e con il rischio che il patrimonio di valori costruito attorno alla memoria della Shoah venga messo in discussione.
Il confronto tocca inevitabilmente anche la guerra a Gaza, il significato e l’uso del termine “genocidio”, il rapporto tra critica alle politiche del governo israeliano e accuse di antisemitismo. Questioni sulle quali il dibattito pubblico è spesso polarizzato e che Foa affronta cercando di distinguere concetti, parole e responsabilità.
Già docente di Storia moderna alla Sapienza di Roma, Anna Foa ha dedicato gran parte della propria attività allo studio della cultura europea, della storia degli ebrei e della Shoah. È figlia di Vittorio Foa, tra i padri fondatori della Repubblica italiana, e di Lisa Giua, ex partigiana e collaboratrice di Palmiro Togliatti.
Nel corso della sua carriera ha studiato la storia degli ebrei europei, la cultura e le mentalità dell’età moderna e la condizione femminile durante la Shoah. Ha inoltre svolto un intenso lavoro sul fronte della memoria, della didattica della storia e della sensibilizzazione delle nuove generazioni.
Tra i suoi libri figurano Ebrei in Europa. Dalla peste nera all’emancipazione, Diaspora. Storia degli ebrei nel Novecento, Eretici, Andare per ghetti e giudecche e Portico d’Ottavia, dedicato alla razzia nazista del 16 ottobre 1943 nel cuore del ghetto ebraico di Roma.
Dopo il successo di “Il suicidio di Israele”, vincitore della prima edizione del Premio Strega per la Saggistica, con Mai più Foa torna dunque su un tema che attraversa da sempre il suo lavoro: come trasformare la memoria storica in uno strumento capace di leggere il presente.
L’incontro meranese chiuderà l’edizione di Appuntamento a Merano, rassegna dedicata ai libri e ai loro autori e autrici. Un finale affidato a una figura capace di portare sul palco non soltanto la storia, ma anche le domande che la storia continua a porci.
L’ingresso agli incontri è gratuito. Per l’appuntamento di Mercoledì 26 agosto al Pavillon des Fleurs è necessaria l’iscrizione tramite Eventbrite.
Due serate, una stessa domanda di fondo: quanto vale davvero un “mai più” se non vale per tutti?
Foto, Foa/@ Giliola Chisté