Bolzano Art Weeks 2026: ecco i cinque artisti che trasformeranno la città in un laboratorio d’arte e natura

Dal giardino che custodisce la memoria ai paesaggi sonori degli uccelli, passando per performance partecipative e installazioni dedicate alla biodiversità: sono stati annunciati i cinque progetti vincitori della Call for Artists di BAW – Bolzano Art Weeks 2026, il festival che dal 25 settembre al 4 ottobre tornerà ad animare il capoluogo altoatesino con oltre cento appuntamenti diffusi.

L’edizione 2026 ruota attorno al tema “REGARDEN – REGREEN – REGROW” (Rigenerare, Rinverdire, Ricrescere), un invito a ripensare il rapporto tra arte, natura e comunità attraverso interventi capaci di trasformare gli spazi urbani in luoghi di incontro, partecipazione e cura condivisa.

Organizzate da Cooperativa 19 in collaborazione con Südtiroler Künstlerbund e Südtirol Kultur, le Bolzano Art Weeks arrivano alla loro sesta edizione confermandosi il più grande festival d’arte contemporanea dell’Alto Adige. Il bando internazionale ha raccolto 77 candidature provenienti dall’Italia e dall’estero, segno di un interesse crescente verso un festival che negli anni ha saputo costruire una rete sempre più ampia di artisti, istituzioni e cittadini.

A selezionare i vincitori è stato il comitato scientifico-artistico di BAW, che ha premiato cinque progetti capaci di interpretare il tema della rigenerazione attraverso linguaggi differenti ma accomunati da una forte dimensione partecipativa. Ciascuna opera riceverà un contributo di 2.000 euro e sarà ospitata in una delle cinque aree in cui il festival suddivide la città.

Tra i progetti selezionati spicca “U. – Tenere una cosa viva” di Cleo Fariselli, performance che all’Orto delle Semirurali trasforma il semplice passaggio di piccoli oggetti realizzati con materiali naturali in un gesto collettivo di cura e relazione, dove il pubblico diventa parte integrante dell’opera.

Con “Did you water your plants?”, Martina Melilli, insieme ad Alyona Larionova, darà invece vita a un giardino performativo costruito attraverso racconti personali, laboratori e carta fatta a mano contenente semi. Un progetto in cui memoria, maternità ed ecologia si trasformano letteralmente in nuove piante, facendo crescere uno spazio condiviso che continua a evolversi anche oltre il festival.

La memoria dei giardini è anche il cuore del lavoro dell’artista ungherese Anna Tudos, che con “My Life Is Compiled of These Little Acts – Garden Stories from Transcarpathia, Ukraine” porterà a Bolzano le storie delle donne della Transcarpazia, in Ucraina occidentale. Fotografie, incontri, laboratori e un film costruiranno un dialogo tra comunità diverse, raccontando il giardino come luogo di resistenza, identità e speranza.

L’artista altoatesina AliPaloma (Alexandra Paloma Angerer) presenterà invece “Chiacchierata Notturna”, un’installazione sonora che farà risuonare in città il canto degli uccelli registrato lungo il Talvera. Attraverso quattro megafoni mobili, il pubblico sarà invitato ad ascoltare la biodiversità urbana da una prospettiva inedita, riscoprendo la natura nascosta dentro gli spazi quotidiani.

Chiude la selezione Andrea Di Lorenzo con “One of a Thousand Ways”, progetto dedicato al giglio martagone, specie alpina minacciata dai cambiamenti climatici. Un’installazione performativa che intreccia fotografia, botanica e memoria storica per riflettere sul delicato equilibrio tra uomo, paesaggio e biodiversità.

Dopo aver dedicato l’edizione 2025 alla riscoperta degli spazi verdi con il progetto “Remapping LAND/marks”, BAW rilancia quest’anno la propria missione mettendo al centro la collaborazione con associazioni e realtà impegnate nella giustizia climatica. L’obiettivo è rafforzare gli spazi ecologici e sociali della città, trasformandoli in luoghi aperti di incontro, creatività e partecipazione.

Dal 25 settembre al 4 ottobre 2026, Bolzano diventerà così ancora una volta un grande museo diffuso a cielo aperto, con oltre 100 eventi in più di 70 location, tra installazioni, mostre, workshop, performance e momenti di approfondimento. Un festival che continua a crescere e che, attraverso l’arte contemporanea, invita cittadini e visitatori a immaginare nuovi modi di abitare la città e il suo paesaggio.

Foto, BAW founders Hannes Egger, Barbara Brugnara, Nina Stricker, Valentina Cramerotti e Massimiliano Gianotti/c-Fanni Fazekas