Dal 5 al 29 agosto il Busoni International Piano Festival porta in città grandi maestri, giovani talenti e nuove idee sull’arte dell’interpretazione
A Bolzano il pianoforte non è soltanto uno strumento: è una storia, una sfida e soprattutto uno sguardo sul futuro. Dal 5 al 29 agosto il Busoni International Piano Festival, inserito nel cartellone del Bolzano Festival Bozen, riunisce grandi protagonisti della scena internazionale e nuove promesse della tastiera, trasformando la città in uno dei centri più vivaci del pianismo mondiale.
Il filo conduttore di questa edizione è il confronto: tra generazioni, tra tradizione e innovazione, tra interprete e compositore. Un percorso nel segno dell’eredità di Ferruccio Busoni, figura visionaria e ancora oggi centrale per riflettere su cosa significhi essere musicisti.
Ad aprire il festival, il 5 agosto alle 20 al Teatro Comunale, sarà Aristo Sham, vincitore del Van Cliburn International Piano Competition 2025 e considerato una delle più brillanti promesse del pianismo internazionale. Il giorno successivo, 6 agosto alle 20 all’Auditorium, sarà la volta di Grigory Sokolov, autentica leggenda del pianoforte, capace di trasformare ogni recital in un’esperienza unica.
Due concerti consecutivi che raccontano già l’anima del festival: da una parte il talento di una nuova generazione, dall’altra un interprete che ha fatto la storia del pianoforte contemporaneo.
Il viaggio prosegue il 19 agosto alle 12.30 a Palazzo Mercantile con il Lunch Concert di Zhonghua Wei, giovane pianista cinese premiato dalla Senior Jury dell’ultima edizione del Concorso Busoni. Il 20 agosto alle 20, all’Auditorium, arriva invece Arcadi Volodos, definito dalla critica internazionale un vero “poeta della tastiera”, in uno degli appuntamenti più attesi del programma, realizzato in collaborazione con la Società dei Concerti di Bolzano.
Il 21 agosto alle 12.30, ancora a Palazzo Mercantile, sarà protagonista Sandro Nebieridze, vincitore del Premio Junior Jury e Secondo Premio al Concorso Busoni 2025. Pianista e compositore, Nebieridze rappresenta perfettamente una delle figure centrali di questa edizione: quella dell’artista capace di unire tecnica, creatività e scrittura musicale.
Tra gli appuntamenti simbolo del festival c’è il recital del 25 agosto alle 20 all’Auditorium, già sold out, con Martha Argerich e Lilya Zilberstein. Entrambe legate a Bolzano dal Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni – Argerich lo vinse nel 1957, Zilberstein nel 1987 – le due interpreti saranno protagoniste di un recital per due pianoforti che unisce passato e presente della grande tradizione pianistica.
Dal 27 al 29 agosto il festival allarga poi il proprio orizzonte con “Symposium – The Artist of the Future”, tre giornate di conferenze, tavole rotonde e concerti ospitate tra la Libera Università di Bolzano, Palazzo Mercantile, il Museion Passage e l’Auditorium.
La domanda al centro del Symposium è semplice e allo stesso tempo decisiva: come sarà l’artista del futuro?
Il dibattito nasce anche dall’ultima edizione del Concorso Busoni e dalla vittoria del diciannovenne Yifan Wu, primo pianista cinese ad aggiudicarsi il concorso. La sua personalità artistica, caratterizzata da una straordinaria preparazione tecnica, libertà interpretativa e originali momenti di improvvisazione, diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sul futuro della musica.
Musicologi, giornalisti, manager culturali e musicisti internazionali si confronteranno su temi come la globalizzazione dell’interpretazione, il rapporto tra tecnica e creatività, il pubblico digitale, il ruolo dei concorsi e il futuro della critica musicale.
Non mancheranno i concerti. Il 27 agosto alle 20, all’Auditorium, tornerà Yifan Wu per il suo primo recital bolzanino dopo la vittoria al Busoni. Il 28 agosto alle 12, nella Biblioteca della Libera Università di Bolzano, si esibirà Nikola Meeuwsen, primo olandese a vincere il Queen Elisabeth Competition. La sera, alle 20, sarà la volta di Josu De Solaun, pianista, compositore, poeta e docente, esempio di artista capace di riunire interpretazione e creazione.
Il 29 agosto, ultimo giorno del festival, il Lunch Concert delle 11 a Palazzo Mercantile vedrà protagonista Kit Armstrong, musicista poliedrico, pianista, compositore e studioso di matematica. La chiusura, alle 20 all’Auditorium, sarà affidata a Igor Levit, tra gli interpreti più influenti della sua generazione.
Il risultato è un programma che attraversa tutte le anime del pianismo contemporaneo: il virtuosismo, la tradizione, la ricerca, la composizione, la tecnologia e il confronto con il pubblico di domani.
Più che una semplice rassegna di concerti, il Busoni International Piano Festival si propone così come un vero laboratorio di idee, suoni e visioni. Un luogo dove il pianoforte guarda al passato, ma soprattutto prova a immaginare ciò che verrà.
I biglietti per i concerti del Busoni Piano Festival e del Bolzano Festival Bozen sono disponibili presso le Casse del Teatro Comunale di Bolzano, in piazza Verdi 40, online e via e-mail.
Foto, Aristo Sham durante la semifinale del Concorso Pianistico Internazionale