L’Avvocato generale della Corte di giustizia europea boccia tre delle quattro limitazioni introdotte dal Tirolo. CNA Fita: “Ora attendiamo la sentenza definitiva”.
La lunga battaglia sui divieti al traffico lungo il corridoio del Brennero potrebbe avviarsi verso una svolta. Le conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Manuel Campos Sánchez-Bordona, rappresentano infatti un importante passo avanti per l’Italia: secondo il parere espresso, tre delle quattro misure restrittive introdotte dal Tirolo non sarebbero compatibili con il diritto europeo.
A commentare con soddisfazione il pronunciamento è Mirko Siviero, presidente di CNA Fita Trentino Alto Adige e referente nazionale per i valichi alpini, che parla di un riconoscimento delle ragioni sostenute dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal settore dell’autotrasporto.
Nel mirino delle valutazioni europee finiscono il divieto di circolazione notturno, il divieto settoriale e il divieto di transito nei sabati invernali, ritenuti non conformi alla normativa dell’Unione. Viene invece considerato compatibile il sistema di dosaggio degli accessi all’autostrada A12, introdotto per regolare i flussi di traffico.
Secondo CNA Fita, le restrizioni adottate unilateralmente dal Tirolo hanno avuto pesanti conseguenze sul trasporto merci, incidendo sulla libera circolazione all’interno del mercato unico europeo e aumentando costi e difficoltà operative per le imprese della logistica e per le filiere produttive.
«La tutela ambientale è un obiettivo condiviso – sottolinea Siviero – ma deve essere perseguita attraverso strumenti efficaci e non discriminatori, evitando misure che penalizzano uno dei principali corridoi commerciali europei».
Il tema riguarda un asse strategico per l’economia continentale. Oltre il 60% dell’export italiano attraversa infatti i valichi alpini e una quota significativa dei traffici commerciali passa proprio dal Brennero, collegamento fondamentale tra il sistema produttivo italiano e i mercati del Centro e Nord Europa.
Per CNA Fita, le limitazioni al traffico hanno provocato negli ultimi anni congestione, ritardi, aumento dei costi logistici e minore affidabilità dei collegamenti, con effetti che non riguardano soltanto il territorio regionale, ma l’intero sistema economico nazionale.
«Un’infrastruttura strategica per l’Europa non può essere regolata attraverso divieti e misure sproporzionate», conclude Siviero, ribadendo la fiducia nella decisione definitiva della Corte di giustizia europea, chiamata ora a pronunciarsi sul ricorso presentato dall’Italia.
La sentenza finale sarà quindi il prossimo passaggio decisivo per stabilire il futuro delle regole di transito lungo uno dei corridoi commerciali più importanti del continente.
Foto, Mirko Siviero, presidente CNA Fita Trentino Alto Adige e referente nazionale Fita per i valichi alpini/© CNA Alto Adige Südtirol