Merano, “Luce di Donna” a Palais Mamming: tra musa e autoaffermazione

Chi osserva chi – e perché? Le donne sono il cuore della nuova mostra: cinquanta opere, volti e corpi, le donne sono ritratte, messe in scena, osservate e immortalate, spesso per mano di artisti, ma anche di artiste. La mostra, organizzata da Palais Mamming Museum, pone ancora una volta, dopo la mostra “Woman in Art” del 2024, la donna al centro dell’arte. 

Frieda Blell, Gusti Bennat, Carmen Schulista, Barbara Hoyer, Ilse Moebius, Anna Pichler: per quanto questi nomi suonino diversi e diversi siano i destini che vi si celano, una cosa hanno sempre in comune: sono nomi di donne, amanti, muse e modelle di artisti, di pittori del Modernismo classico nel Tirolo.

Raramente ci giunge testimonianza di come si svolgesse in realtà la loro vita. Gli artisti, tuttavia, hanno testimoniato in vario modo il legame con queste figure, soprattutto “immortalandolo” nelle loro opere.

Le protagoniste di “Luce di Donna” rappresentano pertanto un caleidoscopio di storie di vita e d’arte, variopinte come la vita e come l’arte del XX secolo, con esempi per una tematica ricca di tradizione e dalle molteplici sfaccettature, senza la quale la storia della pittura sarebbe decisamente meno ricca.

Spesso le loro storie non ci sono molto note. Pose, gesti e sguardi diventano ancora più significativi.

I vari temi della mostra, che abbraccia un arco temporale dal 1900 al 2026, si concentrano su volti, personalità, e anche corpi di donne che si sono rese disponibili come modelle, spesso come muse, sorelle o mogli. Non si limitano a stimolare la riflessione sull’arte e la storia dell’arte – che in questa mostra abbraccia un secolo e più – sull’evolversi della raffigurazione dalla Belle Époque alla Nuova Oggettività degli anni Venti, fino alle raffigurazioni contemporanee, ma lasciano anche spazio a considerazioni sociali e di genere. In tutti i casi artisti, uomini, si facevano un’idea della persona al loro cospetto, immortalavano le loro muse, scrivevano suggestive narrazioni d’arte. Che fossero i loro ideali, la loro idea di bellezze immaginarie? O forse sono anche i desideri delle donne ritratte, le loro immagini ideali, serie, interrogative, civettuole, sensuali, a risplendere “nella giusta luce”? Proprio come avviene oggi sui social media. Sono molte le domande a rimanere senza risposta e per questo la mostra è occasione non soltanto per vedere ritratti femminili posti “nella giusta luce”, ma anche per riflettere sulle antitesi, invitandoci a osservare attentamente. A guardare le pose con cui gli artisti testimoniano le relazioni. A vedere che la donna non è sempre stata modella, perché soprattutto nel periodo tra le due guerre, con gli sconvolgimenti politici e sociali, la realtà delle donne lavoratrici e la minaccia esistenziale erano all’ordine del giorno e trovavano riscontro anche nell’arte.

Tuttavia, vi sono anche delle eccezioni in questa “mostra al femminile”: artiste che sicure di sé sottolineano il loro talento. Tematizzano con grande consapevolezza e tramite diverse espressioni artistiche i ruoli di genere. La musa ha fatto il suo tempo. Nuovi modi di vedere e l’affermazione della propria immagine abbattono gli stereotipi di genere, scardinando così anche le concezioni più consolidate.

La mostra offre molti “sguardi di luce” e ciò rende inevitabile sia il piacere estetico che il turbamento. La luce delle donne e/o donne in luce: l’ampia mostra con molte artiste e nomi di fama presenta l’immagine delle donne in evoluzione e nella continuità, sottolinea nuovi inizi e mutamenti, ma punta anche sul cambiamento di immagine e di prospettiva.

La mostra rimane aperta al pubblico fino al 18 ottobre.

Espongono le seguenti artiste e i seguenti artisti:

 AliPaloma

Sylvia Barbolini

Luigi Bartolini

Eduard Bäumer

Alcide Davide Campestrini

Roberta Dapunt

Gerhild Diesner

Josef Durst

Georg Ehrlich

Hilde Goldschmidt

Fritz von Herzmanovsky-Orlando

Christian Hess

May Hofer

Franz Howanietz

Erika Giovanna Klien

Umberto Moggioli

Ernst Nepo

Artur Nikodem

Heinz von Perckhammer

Leo Putz

Thomas Riss

Christian Schad

Karin Schmuck

Werner Scholz

Tullia Socin

Ignaz Stolz

Eduard Thöny

Heinrich Told

Johannes Troyer

Rudolf Wacker

Alfons Walde