Dal punk al pop alpino: l’Alto Adige investe sulla nuova musica con otto progetti selezionati

Rafforzare l’Alto Adige come polo creativo per la produzione musicale e sostenere lo sviluppo del settore: è questo l’obiettivo del Fondo Musica Alto Adige, lo strumento di finanziamento istituito dalla Provincia nell’autunno 2024 e affidato a IDM Alto Adige da gennaio 2025. Per il 2026 sono previste due finestre di finanziamento e, nella prima call appena conclusa, sono stati selezionati otto progetti musicali provenienti da tre Paesi, con una forte presenza locale: la metà dei progetti arriva infatti dall’Alto Adige.

Il valore complessivo dell’impatto economico stimato è di circa 155.000 euro, grazie anche alla regola che impone di reinvestire sul territorio almeno il 120% del contributo ricevuto, generando così ricadute dirette per la filiera culturale e creativa locale.

Secondo IDM Alto Adige, il Fondo rappresenta un’estensione del modello già applicato al cinema e punta a rafforzare l’intero ecosistema musicale, dalla produzione alla distribuzione. «Il Fondo Musica integra i finanziamenti provinciali e stimola l’economia culturale e creativa in Alto Adige», ha spiegato Margit Gamper, direttrice Business Development di IDM.

La commissione tecnica indipendente ha selezionato cinque progetti italiani, due austriaci e uno tedesco, spaziando tra generi molto diversi: dall’indie pop al folk, dal punk alla musica elettronica, fino alle contaminazioni con la tradizione alpina.

Tra i progetti altoatesini figura Panta Rhei della band Shanti Powa, un lavoro multilingue che mescola reggae, rap, rock, funk e ska, arricchito da collaborazioni internazionali e in uscita alla fine del 2026. Un altro progetto è Il Sacro Commercio, opera bolzanina che unisce sperimentazione sonora, manipolazione analogica del suono e contributi artistici trasversali, tra cui la voce di Cristiano Godano e musiche di Alessandro Cremonesi.

Spazio anche alla contaminazione tra tradizione e innovazione con Simon & Mac, che lavorano a un EP in cui musica popolare alpina ed elettronica contemporanea si incontrano in una produzione pensata per live e vinile. Dalla Val Sarentino arriva invece Jason Nussbaumer, con un album che fonde pop, rock e influenze schlager in chiave moderna.

Tra i progetti internazionali sostenuti spicca il nuovo lavoro del musicista austriaco Manu Delago, noto per le collaborazioni con Björk, che svilupperà in Alto Adige un progetto orchestrale dedicato al rapporto tra musica e natura. Sempre dall’Austria arrivano i Mother’s Cake, impegnati nella registrazione di un album rock in presa diretta durante una residenza artistica sul territorio.

Completano la selezione il progetto WETLOOK, tra space rock ed estetica cyberpunk, e il duo tedesco joi boi, che prosegue il proprio percorso tra indie pop ed elettronica con un nuovo album previsto nel 2028.

La seconda call del Fondo Musica Alto Adige è prevista per l’autunno, con scadenza delle candidature fissata al 29 settembre 2026. L’accesso al programma richiede un colloquio di consulenza preliminare con IDM Alto Adige, a conferma di un approccio che punta non solo al sostegno economico, ma anche all’accompagnamento professionale dei progetti musicali.

Foto/c-Christian Lechner