Utopie sul grande schermo: a Bolzano il cinema racconta le città impossibili

Cosa succede quando l’architettura smette di essere solo costruzione e diventa visione del mondo? A questa domanda prova a rispondere la nuova rassegna cinematografica “UTOPIA ON STAGE: LATINOAMÈRICA”, in programma nel mese di maggio al Filmclub Capitol Bolzano.

Il ciclo di proiezioni nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Architettura Alto Adige, il Filmclub e la Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, e propone un viaggio attraverso alcune delle più emblematiche esperienze architettoniche del Novecento e contemporanee, con particolare attenzione all’America Latina e ai suoi immaginari urbani.

Ogni lunedì alle 20.00, il pubblico sarà accompagnato dentro storie di città pensate come utopie: luoghi nati per cambiare la società, spesso carichi di speranza, talvolta segnati da contraddizioni profonde. Si parte da Ask the Sand, che racconta il sogno radicale di Arcosanti, per arrivare a Brasília, simbolo di una modernità pianificata che oggi si interroga sul proprio destino.

Tra questi estremi si inseriscono anche altri sguardi: quello sull’opera dell’architetto Emilio Ambasz, che immagina una possibile armonia tra natura e costruito, e quello di Skin of Glass, che osserva la trasformazione di un edificio modernista a San Paolo, dove il degrado fisico si intreccia con nuove forme di comunità.

La rassegna non si limita a celebrare l’utopia come idea astratta, ma la mette costantemente alla prova della realtà: cosa resta dei grandi progetti quando il tempo li attraversa? E soprattutto, possono ancora esistere città pensate come esperimenti sociali?

In questa prospettiva, il cinema diventa uno strumento critico e narrativo, capace di restituire la complessità dell’architettura non solo come disciplina tecnica, ma come progetto politico e umano.

Per gli studenti della Libera Università di Bolzano, la partecipazione è gratuita, un invito a entrare in un confronto diretto tra immagini, idee e futuro delle città.

Una rassegna che, più che offrire risposte, apre domande: perché ogni utopia, anche quando sembra fallire, continua a lasciare tracce nello spazio in cui viviamo.

Foto, EMILIO AMBASZ. GREEN OVER GRAY – San Antonio Botanical Garde