Nella redazione di www.buongiornosuedtirol.it, in via Portici 51 a Bolzano, ieri ha avuto luogo un interessante confronto tra Andrea Grata, segretario generale di Cooperdolomiti – una centrale cooperativa che rappresenta, coordina e tutela le cooperative del territorio – e il direttore editoriale Claudio David Calabrese, sviluppatosi fin da subito sui nodi più delicati dell’economia e del ruolo della cooperazione oggi.
Alla domanda su quale sia il senso della cooperazione in un contesto in rapido cambiamento, Grata parte dal Trentino-Alto Adige Südtirol: “Qui la cooperazione è una caratteristica identitaria. Non è un caso il nome Cooperdolomiti, che richiama il territorio. Ma proprio per questo non possiamo darla per acquisita: va coltivata, ogni giorno”.
Il confronto entra poi nel merito della concentrazione del potere economico. Sollecitato su questo punto, risponde in modo diretto: “Oggi si tende ad accentrare il potere economico in pochi soggetti. In questo scenario la cooperazione incontra sfide enormi, perché deve riuscire a tenere insieme la tutela del singolo e quella del gruppo”. Un equilibrio complesso che, sottolinea Grata, si regge su relazioni solide: “Cooperare implica dialettica, confronto, un percorso condiviso. Richiede uno sforzo interpersonale continuo. Per questo bisogna fare cultura cooperativistica”.
Alla richiesta di chiarire le linee politiche strategiche, Andrea Grata evidenzia la necessità di costruire e rafforzare i rapporti con la Pubblica Amministrazione e con il mondo economico, per valorizzare il ruolo delle cooperative. “Non siamo realtà marginali, siamo parte dello sviluppo”, ribadisce il Segretario generale, indicando nella cooperazione urbana e suburbana uno dei principali ambiti su cui concentrarsi.
Portato poi sul terreno delle emergenze sociali, individua due priorità precise: “Povertà educativa e solitudine. Sono fenomeni diffusi, spesso invisibili, ma profondi. Vanno affrontati in modo mirato”. Qui richiama anche un principio che considera fondamentale, ovvero la capacità di coniugare sussidiarietà e solidarietà: “Devono procedere insieme”, precisa, anche alla luce del suo impegno come Presidente del Lions Club Bolzano.
Quando il dialogo si sposta sul tema delle identità, Grata allarga lo sguardo al territorio bolzanino: “Le identità sono fondamentali e devono trovare spazio nelle diverse realtà locali”. Alla richiesta di tradurre questo concetto in azione concreta, indica con chiarezza le periferie della città: “Devono attivarsi, diventare protagoniste. Non possono restare ai margini”.
In chiusura, tornando sulla natura stessa della cooperazione, la risposta è netta: “È un percorso a lungo respiro. Non dà risultati immediati, ma costruisce nel tempo”. Dal confronto emerge così una visione chiara: in un contesto che tende a concentrare e semplificare, la cooperazione resta una strada più complessa, fatta di relazioni, responsabilità condivise e capacità di tenere insieme dimensione economica e sociale.