Energia e gas, giungla di tariffe: il nuovo confronto del CTCU accende i riflettori sui costi nascosti

In un momento in cui gli esperti prospettano nuovi possibili rincari legati alle tensioni internazionali e al conflitto in Medio Oriente, il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) torna a fare chiarezza sul mercato dell’energia con il consueto confronto tra le offerte di luce e gas disponibili per i consumatori altoatesini. Il quadro che emerge è quello di una forte variabilità di prezzi e condizioni, tale da rendere sempre più complesso orientarsi tra le proposte del mercato libero.

L’analisi è stata condotta utilizzando principalmente il portale ufficiale dell’ARERA, www.ilportaleofferte.it, oltre alle schede sintetiche e di confrontabilità pubblicate dai fornitori locali. Per l’energia elettrica è stato preso come riferimento un profilo domestico standard a Bolzano: 2.700 kWh di consumo annuo e una potenza impegnata di 3 kW. Tutte le offerte esaminate sono a prezzo variabile, cioè collegate all’andamento del PUN, il Prezzo Unico Nazionale dell’energia all’ingrosso.

Le differenze sono tutt’altro che marginali. L’offerta più conveniente rilevata si attesta a 674,14 euro l’anno, mentre altre proposte superano i 950 euro annui. Una forbice che può arrivare a sfiorare i 300 euro di differenza per lo stesso profilo di consumo. Poco sopra l’offerta più bassa si colloca il cosiddetto Servizio a tutele graduali, con una spesa stimata di 693,12 euro annui. Si tratta del servizio che poteva essere scelto fino al 30 giugno 2024 dai clienti domestici non vulnerabili che non avevano ancora aderito al mercato libero e che continuerà a essere garantito fino al 1° luglio 2027 dai venditori selezionati tramite procedure di Acquirente Unico S.p.A.. In Alto Adige il servizio è affidato a Enel Energia.

Resta inoltre attiva per i clienti vulnerabili la tariffa di maggior tutela, con una spesa stimata per i prossimi dodici mesi di 693,38 euro. Chi possiede i requisiti può sempre chiedere di rientrare in questo regime rivolgendosi al fornitore competente per la propria zona.

Se per l’elettricità le possibilità di risparmio sono evidenti ma distribuite in modo disomogeneo, per il gas la situazione appare ancora più delicata. L’analisi ha considerato un’utenza tipo a Bolzano con un consumo annuo di 1.400 Sm3 per riscaldamento, acqua calda e cottura dei cibi. La tariffa di vulnerabilità si attesta attualmente attorno ai 1.440 euro annui. Tra le offerte variabili del mercato libero, solo poche riescono a fare leggermente meglio, con la più conveniente che si ferma a 1.414,89 euro l’anno, mentre le meno vantaggiose superano abbondantemente i 2.000 euro.

A incidere in maniera significativa non è soltanto il prezzo al metro cubo, ma soprattutto la quota fissa annuale. Il CTCU segnala di aver individuato operatori extra-provinciali che richiedono costi fissi tra i 700 e gli 800 euro l’anno, una cifra che da sola può compromettere qualsiasi promessa di risparmio.

Particolare attenzione va prestata anche alle tariffe cosiddette “Placet in deroga”, ancora diffuse sul territorio. Se fino alla fine del 2025 queste formule consentivano un risparmio contenuto, con l’inizio del 2026 la convenienza sembra svanire: le stime parlano di circa 1.640,93 euro annui per l’offerta di Alperia e fino a 2.079,60 euro per quella di Selgas, con l’incognita di ulteriori oscillazioni legate alla natura variabile del prezzo.

Il consiglio dell’associazione è chiaro: prudenza. Evitare contratti conclusi telefonicamente, non fornire dati sensibili a interlocutori sconosciuti e leggere con attenzione le schede sintetiche prima di firmare. Negli ultimi mesi, spiegano dal Centro, sono aumentate anche le segnalazioni di contratti luce e gas sottoscritti presso negozi di telecomunicazioni in occasione dell’attivazione di offerte telefoniche. In questi casi il diritto di recesso entro 14 giorni potrebbe non essere previsto, trattandosi di contratti conclusi in locali commerciali.

Non va infine dimenticata la possibilità di accedere ai bonus sociali per disagio economico, riservati alle famiglie con ISEE entro determinate soglie, che consentono uno sconto automatico in bolletta.

“La prima forma di risparmio resta sempre la riduzione dei consumi”, sottolinea Gunde Bauhofer, direttrice del CTCU. “Ma è altrettanto importante controllare la propria tariffa. La nuova bolletta 3.0, con lo ‘scontrino dell’energia’, aiuta finalmente a distinguere con chiarezza quota consumi, quota fissa, quota potenza e imposte, offrendo uno strumento in più per capire quanto e per cosa si sta pagando”.

In un mercato in continuo movimento, informarsi e confrontare resta dunque l’unica strategia per difendersi da aumenti e costi nascosti.

Foto, Gunde Bauhofer