In Alto Adige si stanno esaurendo le materie prime minerali? A sollevare l’allarme è stato oggi il Collegio Costruttori durante una conferenza stampa a Bolzano, sottolineando come cave di ghiaia e pietra siano fondamentali per lo sviluppo economico e sostenibile della provincia.
“Sabbia, ghiaia e pietre servono per ogni tipo di progetto edilizio e infrastrutturale”, ha spiegato il presidente del Collegio, Christian Egartner. “Il fabbisogno annuo dell’Alto Adige è di circa 6 milioni di tonnellate, necessarie per riempimenti, dighe, calcestruzzi, asfalti e molto altro”. Peccato che al momento solo il 35% del materiale possa essere estratto dalle cave locali, mentre il resto viene recuperato dal riciclaggio o importato.
Ed è proprio qui che il problema diventa serio: “Cosa succederà quando queste fonti finiranno? I progetti si fermeranno? I costi aumenteranno? Dipenderemo da importazioni care e non sostenibili? Per le imprese locali sarà un disastro e la competitività ne risentirà”, avverte Christian Grünfelder. Secondo i calcoli, se si continuasse a lavorare solo con le cave attualmente autorizzate, il materiale disponibile finirà entro due anni e mezzo, creando incertezza per aziende e lavoratori.
Le conseguenze di una carenza di materie prime minerali non sono astratte: rincari nei costi di costruzione, blocco degli investimenti, aumento dell’inquinamento e rischio concreto che la strategia di sostenibilità provinciale resti solo sulla carta.
Il Collegio Costruttori non si limita ad avvertire: propone soluzioni concrete. “Ogni nuova autorizzazione di cava deve rispettare la sostenibilità a trecentosessanta gradi: ambientale, sociale ed economica”, sottolineano Egartner e Grünfelder. Serve inoltre un rilevamento periodico dei flussi di materiali e, soprattutto, completare la mappatura geologica dell’Alto Adige per rendere più chiara e trasparente la pianificazione futura.
“Per noi è evidente: senza materie prime minerali, nessuna transizione ecologica sostenibile è possibile. Bisogna agire subito, prima che sia troppo tardi”, concludono i rappresentanti del Collegio. E se la politica non si muove, rischiamo di vedere cantieri fermi e progetti bloccati, mentre tutti discutono di sostenibilità… senza avere nemmeno le pietre per costruirla.
Foto, Hasler, Egartner e Grünfelder