L’avvio dei saldi invernali in Alto Adige si conferma un momento cruciale per il commercio, ma quest’anno arriva in un contesto sempre più complesso. Secondo le stime di Confesercenti, a livello nazionale le vendite di fine stagione valgono circa 6 miliardi di euro, ma una quota crescente dei consumi viene ormai intercettata nei giorni precedenti l’inizio ufficiale: quasi due milioni di persone hanno già approfittato delle “pre-svendite” subito dopo Natale.
«Anche in Alto Adige i saldi rischiano di perdere la loro funzione originaria», osserva Elena Bonaldi, presidente di Confesercenti Alto Adige. «La stagione degli sconti si è allungata a dismisura, comprimendo sia le vendite natalizie sia la marginalità delle imprese che rispettano le regole. Difendere il valore del saldo come traino si può fare solo agganciandosi a ciò che faranno i grandi marchi».
La pressione commerciale tra Black Friday, offerte anticipate e formule dedicate ai clienti fidelizzati ha trasformato il periodo da novembre a gennaio in una lunga sequenza promozionale, mettendo in difficoltà soprattutto i negozi di prossimità. «Per le imprese locali – continua Bonaldi – è fondamentale riportare al centro trasparenza e concorrenza leale. Prezzi e sconti devono essere chiari, confrontabili e rispettare le norme sul prezzo precedente. Senza regole certe, il rischio è creare confusione che danneggia consumatori e operatori corretti».
L’appello di Confesercenti è quindi chiaro: il traino dei saldi va tutelato, e le imprese altoatesine hanno bisogno di regole chiare e di una visione coordinata per affrontare un mercato sempre più frammentato e competitivo.