L’EUYO al Teatro Comunale diretta da Petrenko per il Bolzano Festival Bozen

Esplode la musica sinfonica con il Bolzano Festival Bozen: il primo concerto della European Union Youth Orchestra vedrà tornare sul podio come direttore ospite Vasily Petrenko. Con lui Pablo Ferrández, definito il nuovo Yo-Yo Ma.

Era il lontano 1982 quando per la prima volta a Bolzano l’Orchestra Europea diretta da Abbado riempiva il Duomo offrendo alla comunità un concerto che scatenò entusiasmo e commozione. Da allora l’estate a Bolzano si è trasformata in un potente festival musicale, ricco, variegato e diffuso in tutta la città. E la European Union Youth Orchestra è ancora uno degli ospiti più attesi e desiderati.

Un piccolo esercito di musicisti giovani, selezionati tra i migliori di tutta Europa, provenienti da tutti i paesi dell’Unione. Con loro viaggiano i più grandi direttori d’orchestra e solisti della scena internazionale e la loro tournée continua a fare tappa nella nostra città.

Quest’anno i due appuntamenti sinfonici con l’EUYO sono il 7 e il 14 agosto, alle 20:30, al Teatro Comunale, che come sempre promette di essere straripante.

Si comincia il 7 sotto la direzione di Vasily Petrenko, attualmente direttore della Royal Philharmonic Orchestra e per nove anni direttore principale della EUYO, fino al 2024. Un grande ritorno sul podio e sul palcoscenico di Bolzano per questa stella che ha diretto gran parte delle principali orchestre del mondo tra cui Berliner Philharmoniker, Leipzig Gewandhaus, London Symphony, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Philadelphia Orchestra e molte altre.

Non si potrebbe immaginare un programma più vario e più ricco: dai ritmi africani di Coleridge-Taylor alle romantiche melodie boeme di Dvoràk, passando per i taglienti paesaggi sonori del russo Shostakovich.

The Bamboula è un brano del compositore inglese Samuel Coleridge-Taylor, nato nel 1875 e nel primo decennio del Novecento compositore e direttore già affermato malgrado le sue origini meticce – il padre, che non conobbe mai, era di origine africana. Questa musica trascinante e viscerale è un ottimo esempio del suo interesse per la musica tradizionale africana tradotta nelle Americhe dagli schiavi neri. Coleridge-Taylor era ben consapevole di stare compiendo un’operazione già effettuata dai suoi predecessori romantici, ovvero quel che Brahms aveva fatto per la musica popolare ungherese, Dvoràk per quella boema e Grieg per quella norvegese. In The Bamboula iil titolo fa riferimento ad un tamburo ed una danza diffusi in America e nei Caraibi per la presenza degli schiavi; un materiale ritmico e melodico che il compositore rivitalizza attraverso una serie successiva di variazioni.

Con Shostakovich e il suo Concerto per violoncello e orchestra n.1 sale sul palco un grande solista, il violoncellista Pablo Ferrández, vincitore della XV edizione dell’International Tchaikovsky Competition, uno dei più importanti concorsi musicali al mondo. Dalla sua vittoria Ferrández si è fatto un nome come vero e proprio “genio del violoncello” – testualmente da “Le Figaro” – e addirittura come nuovo Yo-Yo Ma (leggenda vivente di questo strumento). Per chi apprezza, Ferrández è anche molto attivo sui social media, anche con tutorial e brevi contenuti sulla tecnica e l’interpretazione.

Il capolavoro di Shostakovich è davvero uno dei più grandi classici per questo strumento – classico eppure davvero recente, se consideriamo che fu composto nel 1959 per il più grande violoncellista del Novecento, Mstislav Rostropovic, che lo eseguì per la prima volta nell’ottobre dello stesso anno. Il suo fascino sta anche nel fatto che si collega ad altri lavori degli stessi anni, con cui condivide molti tratti introspettivi e autobiografici, come la Decima Sinfonia e l’Ottavo Quartetto – uno dei pezzi più intimi e strazianti del compositore.

Chiude il programma l’Ottava Sinfonia di Dvoràk, un grande successo per il compositore in vita e molto amata anche ora dal pubblico di tutto il mondo, quasi quanto la sua più celebre Nona Sinfonia detta Dal Nuovo Mondo. Colto dallo slancio di voler scrivere una sinfonia del tutto nuova, diversa da tutte le altre, il compositore boemo finì in realtà per concepire l’opera che più di tutte è autenticamente sua, espressione del suo temperamento intimo e domestico.

I biglietti per la lunga estate in musica del Bolzano Festival Bozen sono acquistabili presso le Casse del Teatro Comunale in piazza Verdi 40 a Bolzano (Tel 0471 053800).

Le casse sono aperte secondo i seguenti orari: martedì – venerdì 14:30–19:00, sabato 15:30–19:00.

I biglietti sono acquistabili online sul sito www.ticket.bz.it e via email scrivendo a info@ticket.bz.it

Foto/c-Marco Caselli