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Trento, Biblioteca universitaria superata la prova delle barriere anti allagamento

10 Giugno 2024

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Trento, Biblioteca universitaria superata la prova delle barriere anti allagamento

Un cordone di sicurezza è stato collocato lungo un perimetro di 550 metri a protezione della Biblioteca universitaria centrale. Superata con successo questa mattina la prova annuale di montaggio delle barriere anti allagamento Noaq.
Si tratta di circa 800 elementi in pvc e cinque barriere tubolari gonfiabili della lunghezza di 10 metri ciascuna. Moduli di plastica armata, riempiti di aria. Uniti tra loro tramite cerniere e aderenti al terreno grazie alla base flessibile. Il sistema funziona come un reggilibro. Quando arriva l’acqua con la sua portata, spinge la barriera e la fa ancorare in modo più saldo al terreno. Così l’edificio risulta protetto dal rischio di esondazione dell’Adige. La tecnica scelta dall’Università di Trento per la Buc è stata sviluppata in Svezia in collaborazione con l’agenzia svedese dei servizi di soccorso. E dal 2016 ogni anno è prevista una prova di montaggio delle barriere.
L’esercitazione, che è durata circa tre ore, si è svolta sotto la regia di Marco Dorigatti, responsabile della Direzione Patrimonio immobiliare, e di Mirella Ponte, responsabile della Divisione Ambiente e Sicurezza.
Le barriere dal piano interrato sono state trasportate al piano terra e collocate a protezione della Buc. In campo una squadra di una decina di persone tra figure dell’Università di Trento e addetti esterni dell’Apleona, azienda di servizi per la gestione degli edifici.
Il dirigente Marco Dorigatti racconta: «La posa è iniziata con le barriere rigide, alte mezzo metro. Per ultime sono state posizionate cinque barriere gonfiabili, alte un metro, nei punti più depressi dell’area. Le cinque barriere sono state gonfiate con un compressore».
«Le barriere Noaq – spiega – sono un dispositivo di protezione più efficace rispetto ai sacchi di sabbia. Inoltre sono più facili e veloci da collocare perché pesano cento volte meno dei sacchi di sabbia che sarebbero necessari per circondare l’edificio e quindi richiedono meno persone e meno tempo per essere sistemate».
Foto. Buc@UniTrento Prova barriere ph. Pierluigi Cattani Faggion