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La danza del S. Chiara si sposta a Bolzano con la Fondazione Nazionale danza Aterballetto

9 Dicembre 2022

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La danza del S. Chiara si sposta a Bolzano con la Fondazione Nazionale danza Aterballetto

Un nuovo appuntamento dedicato alla danza è in programma al Teatro Comunale di Bolzano il prossimo martedì 13 dicembre alle ore 20.30.
L’evento, organizzato dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento, vedrà salire sul palco la Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto con una serata scandita dai lavori firmati da tre importanti coreografi di fama internazionale: Shoot me di Diego Tortelli, O di Philippe Kratz e Secus di Ohad Naharin.
Di Diego Tortelli, coreografo residente presso la Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto, Shoot me è una nuova creazione per tutta la compagnia, accompagnata dalle musiche degli Spiritualized, gruppo rock inglese formatosi nel 1990, e da alcune registrazioni di poesie declamate dal cantante Jim Morrison che parlano di libertà. Il lavoro nella sua costruzione si ispira al concept di “concerto- balletto” rivisitato in chiave contemporanea, dove musica e danza si accompagnano in una composizione priva di narrazione, ma che grazie alla forza della musica, a volte aggressiva e altre volte poetica, guida il pubblico per creare immaginari aperti e a provare emozioni. Parte fondamentale di Shoot me è la forza di un gruppo guidato da voci singole, il desiderio di un corpo che vuole essere osservato e un corpo che vuole farsi sentire, che vuole trasmettere. Il lavoro si ispira a immagini di manifestazioni, pride, catwalks, tutto ciò che unisce in un gruppo e che allo stesso tempo ci permette di non perdere la nostra voce. L’opposto esatto di una parata militare o di un partito politico. Si parla della bellezza del corpo a servizio della comunità come mezzo di intrattenimento, ma anche di riflessione e ricerca.
L’idea alla base di di , è invece l’eternità e come raggiungerla è l’obiettivo finale dell’umanità. Come per esempio nell’estate del 2017 a Hong Kong, quando per la prima volta due robot umanoidi interagirono l’uno con l’altro. È diventato ormai chiaro a tutti che un futuro in cui l’intera conoscenza umana viene trasmessa da materiale inorganico comunicante è a portata di mano. O può essere visto come due esseri umani o due robot che celebrano questo avvenimento in uno stato di trascendenza e realizzazione emotiva, in cui entrambi si muovono insieme al ritmo infinito dei loro cuori inarrestabili.
Secus è infine una creazione del coreografo israeliano Ohad Naharin che vanta un collage musicale che si estende dagli insoliti stili elettronici di AGF alle seducenti melodie indiane di Kaho Naa Pyar Hai e alle armonie risonanti dei Beach Boys. Un mix avventurosamente eclettico che funge da sfondo a una coreografia audacemente stravagante. Si compone così un alfabeto umano fatto di corse, assoli, gesti tersi e puliti, duetti interrotti che, attraverso calci precisi e improvvisi, sinuose disarticolazioni delle anche, torsi che si piegano in tutte le direzioni come gomma da plasmare, esprime emozioni e sentimenti puri senza diventare sentimentale. Gioia, vulnerabilità, paura, innocenza, confusione e rabbia tessono una tela armonica e dinamica che oscilla fra delicatezza ed esagerazione.

 Foto. Foto di scena  di O, creazione di Philippe Kratz@ Centro Servizi Culturali S. Chiara Tn

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