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Sport negato, il gruppo “Gli Sportivi”: “Basta discriminare i giovani”

18 Febbraio 2022

Sport negato, il gruppo “Gli Sportivi”: “Basta discriminare i giovani”

Sono 9300 genitori, in rappresentanza di 25 mila ragazzini, esclusi dalla vita sociale e sportiva poiché sprovvisti del Super Green Pass. Da quando, in Italia, i diritti inderogabili si sono trasformati in mere concessioni, la vita di milioni di cittadini è stata letteralmente stravolta. Il Belpaese tracima di contraddizioni. Il gruppo “Gli Sportivi” si occupa di dare voce ai giovanissimi che, da mesi, non possono più praticare attività sportiva. Ai bambini è riservato un vero e proprio supplizio: a stento viene concesso loro di raggiungere la scuola (si ricorda che, per salire su un autobus, gli Over 12 devono essere in possesso del Super Green Pass, ottenibile solo con il vaccino o la guarigione) e di frequentare le lezioni di educazione fisica insieme agli altri compagni (vaccinati e non), ma, se privi della certificazione verde rafforzata, non possono praticare sport in orario extrascolastico. “Apprendiamo che, dal mese di marzo, nelle sale cinema si potrà tornare a consumare i popcorn. Chi pensa, invece, alle esigenze dei nostri ragazzi?”. Chiara è un’amministratrice del gruppo. “I ragazzini sono disperati e mi scrivono giorno e notte. Quando termineranno le discriminazioni nei confronti di chi ha esercitato un legittimo diritto? Ci fa piacere che, stando alle dichiarazioni del sottosegretario allo sport, Valentina Vezzali, il non vaccinato Novak Djokovic potrà giocare ugualmente agli Internazionali di Roma. Per i nostri giovani, invece, nessun passo indietro”. Anzi: i genitori hanno inviato, tramite i propri avvocati, appelli, diffide e denunce indirizzati a enti e Istituzioni, ma non è giunta risposta. “Nemmeno da parte delle Istituzioni e delle federazioni sportive: zero!”. Il resto del mondo apre, l’Italia chiude, sulla base di motivazioni totalmente assurde e antiscientifiche. Primo Paese occidentale (il secondo nel mondo, dopo la Cina) ad avere subito il Covid, l’Italia è ancora distante anni luce dall’allentamento delle restrizioni. “Ai nostri appelli hanno risposto positivamente solo i garanti regionali di Trento, Liguria e Toscana. In ambito nazionale, però, non si è mosso ancora nulla. Le famiglie dei ragazzini non vaccinati si sono dissanguate per quattro mesi pagando loro i tamponi, ogni quarantotto ore. Fino a Natale, infatti, la pratica sportiva era consentita anche a coloro i quali esibivano un test negativo. Questa situazione non è più tollerabile: sul piano legale le abbiamo provate tutte, ma senza esito”, prosegue Chiara. Poco importa, evidentemente, il fatto che la comunità scientifica sia profondamente divisa sull’utilità del vaccino ai giovani: non pochi autorevoli esperti nazionali e internazionali hanno manifestato la loro contrarierà all’inoculazione forzata sui bambini sani. “Fanno parte del gruppo anche alcuni olimpionici e disabili. Per questi ultimi la faccenda è ancora più complessa e delicata, perché la loro condizione richiederebbe una valutazione molto approfondita: non tutti, a causa delle loro patologie, potrebbero sottoporsi alla vaccinazione a cuor leggero. Tuttavia, in Italia, pur in presenza di valide giustificazioni, è pressoché impossibile ottenere un’esenzione”. Com’è la salute psicofisica dei ragazzi? “A pezzi. I nuotatori, poi, sono i più penalizzati. Abbiamo tantissimi istruttori e allenatori volontari (tra questi anche olimpionici ed ex professionisti di chiara fama, ndr) che tengono lezioni online, nel tentativo di tenere impegnati i bambini. Quando è possibile e nel rispetto della normativa vigente, i nostri ragazzi si allenano all’aperto”. Quello dello sport negato ai giovani è un argomento tabù: “L’aspetto più inquietante e doloroso è il silenzio totale delle federazioni e degli organi preposti. Avrebbero potuto e dovuto tutelare i ragazzi, invece non l’hanno fatto”, continua Chiara. Il gruppo “Gli Sportivi” si è diffuso in tutta Italia: gli interessati possono seguire le iniziative su Telegram, Twitter, Instagram e TikTok, digitando l’hashtag #sportnegato.

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