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Green Pass. CNA Trentino Alto Adige: “Alleggerire la legge sulla privacy per semplificarne l’applicazione”

12 Ottobre 2021

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Green Pass. CNA Trentino Alto Adige: “Alleggerire la legge sulla privacy per semplificarne l’applicazione”

Si avvicina la data del 15 ottobre quando il Green Pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, ma restano ancora aperti diversi punti critici, più volte sottolineati nel corso di queste settimane da CNA Trentino Alto Adige. Per la legge sulla privacy il certificato va controllato tutti i giorni, un problema per le imprese più piccole e per alcune professioni che solitamente non passano per la sede fisica delle ditte che li impiegano.

“Molte delle nostre imprese associate hanno difficoltà reali ad applicare questo regolamento – afferma il presidente della CNA Trentino Alto Adige Claudio Corrarati –. Basti pensare a tutti quei lavoratori che, ad esempio, non passano dalla sede centrale per recarsi sul posto di lavoro come gli installatori, gli addetti alle pulizie o ancora gli operai edili che si recano direttamente in cantiere e autotrasportatori sulle lunghe percorrenze, per i quali risulta quasi impossibile controllare il Green Pass”.

Uno degli aspetti più complessi riguarda la legge sulla privacy, secondo la quale non è possibile archiviare i dati. “Come CNA a livello nazionale – spiega il presidente Corrarati – proponiamo una moratoria su alcuni specifici regolamenti sulla privacy che permetta di conservare i dati, come la scadenza del Green Pass, in modo da non doverlo controllare ogni giorno. Questo attualmente non è possibile, chiediamo quindi un intervento urgente di semplificazione della normativa e maggiore elasticità sulla privacy”.

Resta aperta la questione tamponi. Più volte nelle scorse settimane CNA Trentino Alto Adige ha espresso la sua preoccupazione in vista del 15 ottobre. “Prendiamo atto con piacere che il Comune di Bolzano metterà a disposizione dei suoi cittadini una postazione per i test al PalaResia a partire da giovedì, ma la preoccupazione, visto l’alto numero di lavoratori non vaccinati, resta. Le imprese non possono e non devono fermarsi”.

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