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Il BOLZANO FESTIVAL BOZEN sarà inaugurato dall’Orchestra dell’Accademia Gustav Mahler

23 Luglio 2021

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Il BOLZANO FESTIVAL BOZEN sarà inaugurato dall’Orchestra dell’Accademia Gustav Mahler

Due squilli di tromba, che da lontano annunciano come una premonizione la soluzione, il lieto fine, aprono il Bolzano Festival Bozen 2021 nello spirito più festoso e ottimistico possibile. Dopo lunghi mesi di silenzio la musica torna a suonare, forse libera finalmente dalle limitazioni imposte dalla pandemia globale, riconfermando il festival estivo come uno degli organismi più vitali e innovativi del panorama italiano ed europeo.

Ad inaugurare questa lunga e ricca rassegna è la giovane e talentuosa Orchestra dell’Accademia Gustav Mahler, che il 28 luglio alle ore 20.30 salirà sul palcoscenico dell’Auditorium di Bolzano. Formata dagli allievi dei corsi di alto perfezionamento voluti e promossi ormai più di 25 anni fa dal Maestro Claudio Abbado, l’orchestra riunisce i migliori studenti delle università e accademie europee, garantendo una performance di altissimo livello, caratterizzata da un’energia, una precisione e una “joie de vivre” che raramente si ritrovano anche nelle migliori orchestre professionistiche.

Dirige l’orchestra uno dei più grandi artisti del panorama internazionale, lo spagnolo Pablo Heras-Casado, direttore stabile del Teatro Real di Madrid ed ospite di tutte le più importanti orchestre europee ed internazionali. La sua attività spazia dal repertorio su strumenti storici alla musica contemporanea, dal repertorio sinfonico all’opera, e di questa varietà partecipa anche la sua produzione discografica con etichette come harmonia mundi, Decca, Deutsche Grammophon e Sony Classical.

Il programma scelto per il concerto inaugurale sembra quasi un grido di gioia, una celebrazione della vita, della libertà, della natura con le sue distese e i suoi spazi aperti.

Si comincia con la Leonore Ouverture n. 3, di Beethoven, in cui due squilli di tromba nascosta spezzano il silenzio annunciando la liberazione di Florestano, la fine del dramma, il lieto fine, la rinascita della speranza. Beethoven riscrisse per ben 4 volte l’ouverture della sua unica opera, il Fidelio, approdando nel 1806 a questa versione, la terza, poi sostituita perché considerata troppo lunga e fondamentalmente autosufficiente. Rappresenta la sintesi poetica di tutto il Fidelio, un percorso dalla prigionia alla libertà.

Il concerto prosegue con l’Ouverture da concerto “Nel regno della natura” di Antonín Dvořák, che insieme a Smetana è considerato il più autorevole rappresentante della musica nazionale ceca della seconda metà dell’Ottocento. La sua produzione è fortemente legata al patrimonio folkloristico, alla tradizione della musica boema, con i suoi balli, le sue danze, le sue canzoni, che il compositore traduce in una scrittura istintiva, ottimistica, ricca di una grande varietà di temi e di colori timbrici e armonici di grande suggestione poetica.

L’ouverture scritta nel 1891, prima del viaggio negli Stati Uniti dove Dvořák sarà per due anni direttore del Conservatorio di New York, risente del fascino romantico per il folklore, ed è un viaggio immaginario percorso da mattina a sera che termina nella contemplazione pacata di una calda e immobile notte d’estate.

E proprio al suo soggiorno a New York si deve invece il capolavoro del compositore boemo, la sua opera più celebre e grandiosa, la Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo”, che chiude il concerto in maniera trionfale. Per la cultura americana quasi un manifesto, la sinfonia nasce nel clima di un tentativo di creare uno stile nazionale americano. A questo scopo per iniziativa del mecenate Jeanette Thurber viene incaricato Antonín Dvořák della direzione del Conservatorio di New York, e chiedendosi cosa sia autenticamente americano il compositore va subito a cercare una fonte popolare da cui attingere, individuandola nella musica dei nativi americani e degli schiavi neri.

Ne nasce una sinfonia così ricca di temi memorabili dall’essere divenuta quasi un cliché, senza perdere però l’immenso fascino della sua scrittura limpida, grandiosa e piena di energia.

Il concerto sinfonico è solo uno dei progetti che vede impegnati gli allievi dei corsi dell’Accademia Gustav Mahler. L’Accademia prevede infatti corsi di formazione, masterclass e concerti di musica da camera che si svolgeranno tra Bolzano e Dobbiaco dal 21 luglio al 7 agosto.

Il 31 luglio a Palazzo Mercantile gli allievi dell’Accademia ricostruiranno con l’aiuto di un musicologo i frammenti della decima sinfonia di Mahler nel progetto Mahler X-Exploration of a Fragment, mentre il 6 e 7 agosto sempre al Mercantile presenteranno in concerto il risultato del loro studio del repertorio di Dvořák, Smetana, Janáček e Martinů.

Vista l’attuale situazione i posti sono limitati. Sia per i concerti a ingresso libero che per quelli a pagamento è necessaria la prenotazione direttamente alle casse del Teatro Comunale oppure al numero 0471 053800. Oppure è possibile prenotare online al sito www.ticket.bz.it e via mail a info@ticket.bz.it

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