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VIOLENZA SUI MINORI DURANTE IL LOCKDOWN

19 Novembre 2020

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VIOLENZA SUI MINORI DURANTE IL LOCKDOWN

In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza che si celebra il 20 novembre di ogni anno, l’associazione “La Strada – Der Weg ONLUS” vorrebbe invitare i lettori ad una riflessione sulle conseguenze che il primo e il secondo lockdown hanno avuto e avranno su molti minori a rischio.
“Già durante il primo lockdown i minori sono rimasti isolati da tutti i loro contatti, soprattutto dai coetanei” – riferisce Cristina De Paoli, psicologa e coordinatrice del centro Il Germoglio, specializzato nella prevenzione alla violenza sui minori. “I ragazzi hanno potuto mantenere i contatti solamente attraverso i social media ed i dispositivi tecnologici. Se tutto ciò per tanti giovani senza particolari situazioni problematiche è risultato difficile e destabilizzante – continua De Paoli – immaginiamoci come può essere stato drammatico per quei minori che vivono in una famiglia altamente conflittuale e violenta e che si sono trovati chiusi in casa 24 ore su 24 con la persona maltrattante. Da un momento all’altro sono venuti a mancare tutti i luoghi di incontro e di confronto frequentati abitualmente dai ragazzi come scuole, centri giovanili, associazioni sportive, parrocchie e le famiglie sono piombate improvvisamente nell’isolamento. Non tutte i genitori erano attrezzati per gestire questa situazione e di conseguenza non pochi bambini hanno sviluppato ansie e paure, insonnia, incubi e nei casi più gravi disturbi depressivi e pensieri ossessivi. Per i minori maltrattati l’isolamento in casa ha significato l’assoluta impossibilità di confidarsi con persone significative e quindi di chiedere aiuto aumentando in loro il senso di impotenza e di rassegnazione. Come sappiamo -aggiunge Marina Bruccoleri, responsabile dell’Area Donna e Pari Opportunità- la violenza non è solo domestica, ma si consuma anche online, con fenomeni di stalking, bullismo e molestie sessuali, anch’essi aumentati durante il distanziamento sociale e in cui spesso la fascia maggiormente colpita è quella delle bambine e delle ragazze. Purtroppo mancano dati ufficiali sul fenomeno della violenza sui minori durante il lockdown: gli unici dati presenti sono quelli riferiti dalle Case delle Donne rispetto alla violenza assistita (quella in cui i bambini assistono a scene di violenza tra altri membri della famiglia), che pare essersi triplicata. Inoltre – conclude De Paoli – in questi periodi di vita forzata in casa risulta difficilissimo portare avanti il nostro lavoro di prevenzione, perché ci mancano i luoghi-in primis la scuola-in cui incontrare bambini e famiglie. Ecco perché è molto importante il contributo di tutti i cittadini nel contattare la Helpline 800832842 per segnalare eventuali situazioni di violenza domestica.

Foto. Cristina De Paoli, psicologa/CIlGermoglio

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