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Bolzano. 150 operatori sportivi scrivono allarmati a Kompatscher

30 Ottobre 2020

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Bolzano. 150 operatori sportivi scrivono allarmati a Kompatscher

Il centro Fitness e Wellness “Green EnerGym” di via Galvani e la palestra “Gravity Gym” di v.le Druso site entrambe a Bolzano ci inviano la lettera che essi scrivono al Presidente Kompatscher a nome di 150 centri sportivi, operatori sportivi, scuole di danza, discipline orientali e laureati in scienze motorie tutti operanti nella Provincia Autonoma di Bolzano.
Fanno presente il loro enorme stato di disagio in seguito al decreto di chiusura dei loro impianti, salvo le eccezioni citate nella lettera, dopo che erano state recepite tutte le misure necessarie al contenimento del Covid-19 e le spese relative per la loro realizzazione. realizzazione. Chiedono un incontro con Kompatscher per esporre la loro situazione di estremo disagio.
Pubblichiamo il testo della lettera.

“Sig. Presidente, spett.le Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano, scriviamo a nome di oltre 150 tra centri sportivi, operatori sportivi, scuole di danza, discipline orientali e laureati in scienze motorie operanti nella Provincia Autonoma di Bolzano. Nelle settimane passate gli attacchi mediatici hanno creato dubbi e incertezze nei frequentatori dei nostri centri sportivi che, influenzati dai numeri crescenti dei contagi, hanno cominciato ad allontanarsi dalla pratica sportiva. Inoltre il discorso del Premier Conte dello scorso 18 ottobre ha generato ancora più incertezze portando a zero la possibilità di coinvolgere nuovi frequentatori all’interno delle strutture. E infine, il DPCM del 24 ottobre ha sostanzialmente decretato la chiusura degli impianti sportivi, ad eccezione di chi potrà sfruttare gli spazi all’aperto; una scelta che in pochi faranno proprio per il grande squilibrio tra entrate e uscite che si creerebbe oltre ad essere, la nostra, una Provincia del nord e quindi “fredda” soprattutto in orari serali. In questo periodo è stato ampiamente dimostrato che nei centri sportivi l’incidenza del Covid 19 è inferiore all’1 per mille. Noi operatori abbiamo compiuto nei mesi passati degli enormi sforzi per adeguarsi ai protocolli, pur dovendo al contempo gestire mancate entrate. Abbiamo inoltre recepito tutte le misure necessarie al contenimento del virus: dalla sanificazione dei locali e delle attrezzature alla revisione dei programmi di attività; dalle nuove strumentazioni digitali (termoscanner e App per la gestione dei flussi e della tracciabilità degli ingressi) alla formazione ad hoc dello staff. Quest’enorme impegno è stato confortato anche dai risultati registrati nelle scorse settimane in occasione dei controlli sul territorio provinciale da parte degli organi di controllo preposti alle verifiche: NAS, ASL, vigili urbani. Sembrerebbe quindi ovvio che i centri sportivi debbano essere considerati degli alleati strategici del sistema sanitario nazionale e non certo oggetto di demonizzazione come è stato fatto. Per quanto paradossale infatti, questi vengono paragonati dal legislatore a centri di rischio assembramenti e quindi destinati alla chiusura. D’altronde, era stato ampiamente previsto che una seconda ondata pandemica si sarebbe ripresentata in autunno ed il settore sportivo si è fatto trovare perfettamente in regola, al di là dei protocolli di sicurezza. Forse, altri Organi nell’ambito della sanità aventi titolo a muoversi in tal senso non lo hanno fatto in maniera adeguata e ora a pagarne le conseguenze sono, non solamente tutto il settore sportivo, ma soprattutto i cittadini. Alla luce dei contenuti di questa analisi, La Provincia Autonoma di Bolzano deve sicuramente garantire supporti al settore e considerare una revisione del DPCM del 24 ottobre, tramite un’ordinanza (o legge) provinciale alla luce della non pericolosità del virus all’interno dei centri sportivi. Lotteremo per aprire al più presto, perché i centri sportivi sono presidi della salute e non focolai Covid. Ne va di mezzo, infatti la vita dei 150 e più tra centri sportivi, operatori del settore, laureati in scienze motorie e Personal Trainer che consentono alla nostra cittadinanza di praticare una regolare attività sportiva, ma anche il lavoro di centinaia di addetti. Un duro colpo infine lo riceverebbe anche il sistema sanitario, che proprio da quei centri sportivi oggetto di chiusura, potrebbe invece ricevere un aiuto determinante per la lotta al Covid 19.

In foto@Green EnerGym

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