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Trentino. Banca del Tempo Sociale a Casa “Sebastiano”

8 Luglio 2020

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Trentino. Banca del Tempo Sociale a Casa “Sebastiano”

La Banca del Tempo Sociale è un’opportunità unica di formazione per 20 studenti del Liceo Russell di Cles che si sono avvicinati dal mese di Luglio 2019 agli utenti del centro per Disturbi dello Spettro Autistico Casa “Sebastiano” a Coredo. Le attività proposte hanno permesso ai ragazzi di conoscersi e capire interessi reciproci e modalità di comunicazione alternative al fine di abbattere il muro della solitudine e creare veri rapporti di amicizia. Condividere momenti di quotidianità come cucinare, lo shopping al centro commerciale, attività all’aria aperta, uscite in montagna o una semplice merenda tutti insieme ha fatto superare con estrema naturalezza l’invisibile barriera che tiene la persona con disabilità a distanza, se non per diffidenza anche solo per la paura di non sapere come comportarsi o sbagliare.

Questo progetto permette ai ragazzi con autismo e disabilità di confrontarsi con ragazzi loro coetanei, sicuramente più vicini, rispetto ad un adulto, al mondo adolescenziale. Andando avanti a conoscersi diventa tutto più semplice e i rapporti si consolidano, sbocciando in vere amicizie.

I ragazzi che sono coinvolti nel progetto già da un anno, parlano delle loro esperienze con entusiasmo: Aurora dice che “tornare dai ragazzi di Casa “Sebastiano”, ormai, è come tornare a casa”; Mirco è molto colpito dal fatto che quello che trasmettono i ragazzi con autismo inconsapevolmente è più di quanto ci si possa aspettare. Racconta “ho imparato ad apprezzare e a dare valore ad un piccolo sorriso e ad ogni piccolo gesto. È un’esperienza che farei altre mille volte, che mi sta facendo crescere”. All’inizio di questa esperienza Eleonora si chiedeva “la mia presenza può essere davvero d’aiuto?”. Ora ha capito che l’amicizia che si è creata regala momenti felici ai ragazzi con autismo, ma soprattutto a lei.

Anche Richard, uno dei ragazzi con autismo, è felice della presenza dei nuovi amici: “Sono stato contento di conoscere ragazzi della mia età. Con loro mi è piaciuto fare la gita al lago, fare i biscotti, ascoltare musica al computer, giocare in palestra. Mi sono sempre trovato bene con loro. Sono simpatici e gentili. Mi piacerebbe mantenere i momenti di incontro con loro.”

Durante il periodo di quarantena naturalmente i ragazzi non si sono potuti incontrare, ma si sono tenuti in contatto attraverso le video-chiamate in cui è stato possibile tenere viva la relazione e stemperare le ansie del difficile periodo che tutti stavano vivendo. È stato anche un modo per far vedere ai genitori i loro figli in una nuova dimensione, sia gli utenti che gli studenti, in cui li hanno visti felici e capaci di mettersi in gioco in una relazione positiva che ha fatto maturare e crescere entrambi.

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