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Inaugurato oggi il Bolzanism Museum

9 Luglio 2020

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Inaugurato oggi il Bolzanism Museum

Un museo a “cielo aperto” per guardare Bolzano da una nuova prospettiva. A partire da oggi nella Piazzetta del Teatro Cristallo apre l’infopoint blu del Bolzanism Museum, uno sguardo nuovo sui quartieri Don Bosco ed Europa Novacella. Protagonisti gli edifici e gli abitanti, raccontati da giovani narratori attraverso una passeggiata fra le vie della città in un progetto collettivo ideato da Teatro Cristallo con Corto Circuito, Cooperativa 19 e Campomarzio.

Quando passeggiate per la città e soprattutto per la “periferia” di Bolzano avete mai alzato lo sguardo per osservare gli Edifici che incontrate? Sapete casa vostra – quella in cui abitate tutti i giorni – da chi è stata progettata e perché è fatta così?  Sapete che il complesso dove abitate fa parte di un piano molto più grande che prevedeva l’espansione della città di Bolzano ed era affidato ad architetti di fama internazionale? Se questa storia vi incuriosisce, volete scoprire Bolzano da un punto di vista diverso e soprattutto volete intrecciare questa storia con la vostra di tutti i giorni, in una modalità nuova e coinvolgente che non sia una “noiosa” visita guidata ma una vera e propria performance teatrale, il Bolzanism Museum fa per voi.

Bolzanism Museum è l’evoluzione di un esperimento di mediazione urbana tra le architetture popolari di Bolzano Ovest e i loro abitanti, avviato da Cooperativa 19 e Campomarzio nel 2017 grazie ad un bando promosso dall’Ufficio Politiche Giovanili della Provincia autonoma di Bolzano.  Nel 2019 con il Teatro Cristallo e il Corto Circuito, punti di riferimento culturale della comunità di Bolzano Ovest, nasce l’idea di sistematizzare il progetto creando il Bolzanism Museum, il primo esperimento in Italia di museo sul social housing e le architetture popolari. Il Bolzanism Museum viene realizzato con il contributo dell’Ufficio Politiche giovanili della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano ed è sostenuto dal Comune di Bolzano, con il patrocinio della Libera Università di Bolzano – Facoltà di Design e Arti, sponsor del progetto sono l’Azienda di Soggiorno di Bolzano, Confesercenti Alto Adige e Ipes-Wobi.

Si tratta del primo museo a cielo aperto di Bolzano e il primo museo sul social housing italiano, protagoniste sono le architetture popolari e le persone che le abitano. Bolzano e la sua periferia possono essere lette come un grande laboratorio nel quale, durante tutto il 900, si sono sperimentate diverse modalità di sviluppo urbanistico e sociale. Un ruolo fondamentale in questo processo è ricaduto sui complessi residenziali popolari, che hanno rappresentato la cellula base nella costruzione dei nuovi quartieri e il principale elemento di identità delle nuove comunità insediate.

“Il progetto Bolzanism – sottolinea l’assessore alla cultura in lingua italiana della Provincia Giuliano Vettorato – ha una valenza molto importante, perché consentirà a tante persone di scoprire fino in fondo il lungo percorso di sviluppo urbanistico della zona dei quartieri popolari di Bolzano, la storia di questa cellula di città, la sua preziosa identità, quella dei suoi abitanti e l’evoluzione graduale avvenuta all’interno di questa affascinante zona del capoluogo. E’ importante conoscere la storia di questa fetta di città, i luoghi e i suoi riferimenti. Questo percorso è una pagina brillante della storia di Bolzano: conoscere significa capire”.

Il Bolzanism Museum – che apre da oggi la sua attività – è un vero e proprio museo a partire dall’infopoint blu che rappresenta la sede e la biglietteria situato nella piazzetta del Teatro Cristallo ed aperto al pubblico dal martedì al giovedì con orario 16:00-18:00, venerdì- sabato 15:00-18:00 e sabato anche la mattina dalle 9:30 alle 12:30. Intende essere un punto di riferimento e di informazione per Bolzano Ovest ed è frutto di un workshop di autocostruzione realizzato nel mese di giugno in collaborazione con la facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano. 8 studenti (Merve Bektas, Giulia Fasoli, Teresa Carretta, Martina Spinelli, Benedikt Trojer, Andrea Maffei, Motitz Knopp, Camilla Marani con i docenti Roberto Gigliotti e Alvise Mattozzi) assieme al team di Bolzanism hanno progettato e letteralmente costruito con le proprie mani la struttura di legno a partire dal legname, dal colore blu e dalle viti fornite dagli sponsor tecnici Karl Pichler AG, Amonn Color e Rothoblaas.

All’interno del museo saranno presenti diversi formati: Bolzanism Talk, Bolzanism Walk e Bolzanism Lab. Da subito partiranno i Bolzanism Walk, attraverso cui il museo apre ad abitanti, visitatori e turisti la storia dei quartieri, dei luoghi e delle persone con una promessa: non guarderete più Bolzano ovest con gli stessi occhi. Sono previsti infatti dei tour guidati particolarmente coinvolgenti: un cammino interattivo attraverso i quartieri a metà strada tra una pièce teatrale, un racconto narrato ed una visita guidata. Gli speciali “narratori” che accompagneranno i visitatori sono 10 giovani guide (Giacomo Santi, Chiara Sartori, Chiara Cesareo, Nadine La Salvia, Oscar Bettini, Teresa Vigilante, Valentina Parisi, Giulia Palaia, Anna Minuzzo e Marco Serena), formate per l’occasione dalla regista Flora Sarrubbo e dall’attore Lucas Da Tos attraverso – anche in questo caso – un workshop di 2 settimane sullo storytelling e il teatro organizzato con il Centro Giovani Corto Circuito. Accompagnati da questi speciali “storytraveller” si scoprirà la storia dello sviluppo urbanistico e sociale di Bolzano ovest, si esploreranno le architetture popolari progettate da importanti architetti lungo tutto il Novecento, si ascolteranno le storie delle persone che hanno abitato – e ancora abitano – questa parte della città.

Sottolinea Juri Andriollo, Assessore alla Cultura del Comune di Bolzano: “Nel mio doppio ruolo di Assessore alla Cultura e Assessore alle Politiche sociali tengo in modo particolare a questo progetto; la Cultura in sé intreccia tutto, ma in questo caso il progetto Bolzanism sa declinare sapientemente l’impegno socio/culturale con le attualissime tematiche della ripianificazione urbanistica in tutti i suoi aspetti.
Il risultato è un Museo diffuso intessuto di Storia e di racconti, un museo senza pareti, che ha il suo cuore pulsante in via Dalmazia, davanti alla chiesa del quartiere ed al teatro che ha saputo andare oltre il quartiere, diventando punto di riferimento per tutta la città; sono certo per questo del successo di un’iniziativa destinata a lasciare il segno, e non posso che ringraziare tutti coloro che hanno contribuito e contribuiranno a realizzarla.”

Il museo, proprio per la sua particolare conformazione all’aperto, rappresenta un’ottima opportunità in tempi di Covid 19, per godersi uno spettacolo teatrale, approfondire la conoscenza di nuove parti della città, camminando all’aperto in tutta sicurezza. Proprio per questo gli organizzatori – dopo un breve e necessario stop iniziale – hanno deciso di aprire le porte nonostante l’emergenza e inaugurare le visite guidate che si svolgeranno a partire dal 10 luglio tutti i venerdì alle 15:00 e alle 16:00 e il sabato con orario 9:30, 10:30, 15:00 e 16:00. Per poter partecipare è necessario prenotarsi attraverso il sito www.bolzanism.com oppure recandosi all’info point nella piazzetta del Teatro Cristallo o chiamando il numero 0039 3921344266.

Nei prossimi mesi, fino ad ottobre, l’attività del Museo si intreccerà con quella di enti e associazioni che operano nel quartiere, oltre ad attivare dei laboratori sull’architettura e l’abitare pensati per le scuole e per le attività estive di bambini e ragazzi. I percorsi educativi del Bolzanism Museum (Bolzansim Lab), realizzati in collaborazione con lo staff di Corto Circuito, intendono coinvolgere i partecipanti nel ragionare su temi sempre più attuali per la formazione dei giovani cittadini: la forma della città e dei suoi quartieri, l’architettura e il social housing, lo spazio pubblico, i concetti di identità e comunità, partecipazione e “abitare”, tematiche su cui architetti e sociologi hanno lavorato lungo tutto il Novecento, immaginando lo sviluppo urbanistico e sociale delle città e quindi anche quelle dei nuovi quartieri di Bolzano.

 

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