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Alto Adige. Bilancio di un anno scolastico molto particolare

6 Luglio 2020

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Alto Adige. Bilancio di un anno scolastico molto particolare

Con la fine degli esami di maturità nelle scuole superiori tedesche, italiane e ladine si è concluso l’anno scolastico 2019/20. Un bilancio di questo anno scolastico eccezionale nel segno delle misure di prevenzione del Covid 19 e della didattica a distanza è stato tracciato oggi dai tre assessori alla formazione Philipp AchammerGiuliano Vettorato e Daniel Alfreider, nonché dai rappresentanti degli studenti e dei genitori, rispettivamente, Ivan Gufler, e Noemi Frontull. Infine sono state delineate le ipotesi per il prossimo settembre.

Nel suo intervento l’assessore alla scuola e cultura di lingua tedesca, Philipp Achammer, ha sottolineato che l’anno scolastico appena concluso e caratterizzato dalla didattica a distanza ha richiesta un notevole impegno da parte di tutti e non va in alcun modo considerato come un anno meno importante rispetto agli altri. Le stesse valutazioni espresse dalle tre direzioni didattiche hanno evidenziato luci ed ombre della didattica a distanza. “La didattica a distanza – ha aggiunto Achammer – non è comunque mai completamente positiva in quanto il rapporto didattico ed i contatti sociali sono fattori fondamentali per la formazione. Inoltre questo tipo di didattica fa emergere problematiche anche dal punto di vista delle opportunità individuali di accesso alla conoscenza”.

Da parte sua l’assessore alla scuola e cultura di lingua italiana, Giuliano Vettorato, ha affermato “E’ stato un anno molto particolare anche per la scuola in lingua italiana, l’esperienza della didattica a distanza ha avuto riscontri molto positivi e il merito è soprattutto della costanza e della passione che ragazzi e docenti hanno messo in campo per superare il momento di difficoltà, raccogliendo con passione questa difficile sfida. La scuola, dunque, è promossa a pieni voti e in vista di settembre cercheremo, attraverso i possibili, diversi scenari che si presenteranno, di garantire per il maggior tempo possibile la scuola in presenza”.

L’assessore alle scuole ladine, Daniel Alfreider, ha aggiunto “Per tutti noi la seconda metà dell’anno scolastico è stata una scuola di vita. Tutti i partner hanno dovuto contribuire con il proprio impegno per concludere nel migliore dei modi l’anno scolastico. Già nello scorso autunno avevamo investito nella digitalizzazione e ciò è stato importante nel corso della primavera. Siamo consapevoli che dovremo continuare ad investire in questo settore”.

Ivan Gufler, rappresentante della Consulta degli studenti ha affermato “ all’inizio molti studenti erano entusiasti e curiosi di poter gestire autonomamente la loro giornata, poi ci siamo resi conto cosa significa studiare da soli”. Nel suo intervento ha menzionato le difficoltà tecnologiche legate alle numerose piattaforme utilizzate e le carenti connessioni ad Internet, la non sempre ottimale preparazione informatica di alcuni docenti e l’assenza di lezioni pratiche nella formazione professionale. Ha concluso dicendo che “il successo formativo non può dipendere dai limiti rappresentati dalla casa in cui si vive”.

Nel suo intervento la rappresentante dei genitori, Noemi Frontull, ha espresso forti critiche nei confronti della didattica a distanza che ha messo in serie difficoltà le famiglie. Nel periodo di lockdown sostanzialmente è stata messa da parte la carta degli studenti e si sono evidenziate notevoli difficoltà nella conciliazione tra il lavoro da domicilio dei genitori e la didattica a distanza dei figli, a suo avviso è mancata anche una sufficiente attenzione nei confronti degli studenti con esigenze particolari. “Gli alunni sono stati i primi a rimanere a casa e gli ultimi a poter uscire – ha aggiunto Frontull – che ha anche chiesto una maggiore compartecipazione dei genitori ai processi decisionali in campo scolastico”.

“Le lezioni nelle scuole altoatesine riprenderanno il 7 settembre con la maggior presenza possibile di alunni e studenti” ha sottolineato l’assessore Achammer. Quindi se la situazione epidemiologica lo consentirà gli asili e le scuole altoatesine ripartiranno come di consueto. Questa rappresenta la variante verde, con contagio vicino allo zero, dei tre possibili scenari previsti per il prossimo autunno.  Lo scenario in grigio prevede una situazione simile a quella di fine maggio con un distanziamento di 1 metro, mascherine per docenti ed allievi e linee guida d’istituto (ingressi scaglionati, spazi aggiuntivi, lezioni inferiori a 60 minuti, eventuale orario integrato per il primo periodo dell’anno). Lo scenario rosso rappresenta lo scenario peggiore con il ritorno della pandemia ai livelli di marzo 2020, nuovo lockdown con conseguente didattica a distanza 8riformulata e migliorata)  ed utilizzo di ulteriori canali comunicativi. “In ogni caso trarremo insegnamento dall’esperienza sinora fatta e coinvolgeremo nelle decisioni tutti coloro che prendono parte allo sviluppo della scuola” ha concluso Achammer.

Foto, Vettorato, Achammer e Alfreider.

Ivan Gufler
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