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Coronavirus. Adeguare norme provinciali a quelle statali più favorevoli, così Unione Commercio

18 Maggio 2020

Coronavirus. Adeguare norme provinciali a quelle statali più favorevoli, così Unione Commercio

Decolla la Fase 2 e l’Alto Adige si trova in una situazione imbarazzante. Sul territorio provinciale per quanto riguarda i settori del commercio e della gastronomia valgono le misure di sicurezza fissate nella legge provinciale dell’8 maggio, mentre a livello nazionale vale la normativa statale. Accade però che le regole nazionali sono meno restrittive di quelle previste per l’ Alto Adige, e dunque che fare?

 Nella situazione di crisi in cui ci troviamo è evidente che, fermo restando il rispetto delle norme di sicurezza in ambito sanitario, è irrinunciabile l’obiettivo di mantenere al minino i costi per le aziende. Le meno rigide regole statali, per esempio, prevedono le seguenti semplificazioni: nella gastronomia vale la distanza interpersonale di un metro, e in Alto Adige due. Inoltre  che il personale di servizio non deve indossare mascherine FFP2. Nel commercio, al contrario, l’area della casse non necessita di dispositivi di protezione, ma sono sufficienti mascherine o visiere.

Quindi che fare per salvare capra e cavoli, cioè come venire incontro alle aziende e al tempo stesso mantenere le norme di sicurezza sanitarie? Questa la domanda che abbiamo posto  al presidente dell’Unione Commercio turismo servizi Alto Adige Philipp Moser .”Ciò può essere risolto con un’ordinanza del Presidente della Giunta provinciale che entri immediatamente in vigore” – è la sua risposta .

I sindacati dal canto loro hanno criticato severamente la decisione dell’Alto Adige di procedere autonomamente opponendo pareri legati ai possibili rischi o alla sicurezza. Quindi cosa obiettare alle perplessità delle organizzazioni sindacali?  “Appare chiaro – osserva Philipp Moser – come l’Alto Adige abbia realizzato e applicato norme di sicurezza più precise e severe rispetto allo Stato. Possiamo quindi dire che tutte quelle preoccupazioni si sono rivelate infondate”.

In foto, Philipp Moser

 

 

Giornalista pubblicista, scrittore.
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