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Riapertura delle scuole? Solo se in sicurezza!

29 Aprile 2020

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Riapertura delle scuole? Solo se in sicurezza!

In questi giorni molti commentatori sollecitano tempi rapidi di riapertura delle scuole, sottolineando a gran voce l’esigenza di accogliere i minori per consentire alle famiglie di tornare al lavoro. Occorre però identificare in maniera chiara quali siano le condizioni minime per una riapertura delle istituzioni scolastiche e formative, anche in ottemperanza di quanto previsto in materia di misure igienico-sanitarie nei decreti e nelle ordinanze susseguitesi.

La SGBCISL Schulescuola, con l’ausilio delle proprie strutture nazionali ed in concorso con la confederazione SGBCISL, ha provato a stendere un breve “decalogo” sulla riapertura in sicurezza.

1. Al primo punto ovviamente la sicurezza: la scuola riapre solo ove le condizioni minime di salute e sicurezza, prescritte a livello nazionale e locale (protocolli sanitari, ecc.) siano pienamente garantite. Occorre cioè pensare ad un “protocollo di sicurezza anti-contagio”, misurato sulle singole, diverse istituzioni scolastiche.

2. A questo fine, andrà costituito a livello provinciale un Centro Operativo di Coordinamento Covid-19 (formato da Enti Locali, Protezione Civile e rappresentanti dell’amministrazione scolastica) ed a livello di scuola un Comitato che applichi il Protocollo di sicurezza e ne monitori il rispetto.

3. Gli interventi previsti nei vari Protocolli di sicurezza dovranno essere previsti – previo consulto anche del Medico competente – nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) delle scuole, prestando attenzione alle modalità di accesso e presenza nei vari locali e spazi scolastici (aule, aula docenti, biblioteca, palestra, cortile) per evitare assembramenti. Particolari cautele dovranno essere adottate nei momenti dell’ingresso/uscita, della ricreazione e dell’accesso ai servizi igienici, nonché in relazione alla modalità di partecipazione alle riunioni collegiali e alla gestione del contatto con l’utenza (lezioni, udienze).

4. Oltre alla informazione/formazione del personale andrà prestata particolare attenzione all’informazione alle famiglie, che costituiscono il miglior alleato delle scuole. È opportuno che i genitori siano coinvolti e adeguatamente informati, al fine di valutare attentamente eventuali situazioni di rischio.

5. Se saranno necessari interventi di carattere sanitario (controllo della temperatura in entrata, quarantena, modalità di tracciamento, test sierologici, ecc.) dovrà essere garantito il rispetto della privacy.

6. Tra le misure necessarie annoveriamo la costante pulizia e aerazione degli ambienti, la disponibilità di dispositivi di protezione e di prodotti igienizzanti.

7. Occorre inoltre un’attenta valutazione delle misure per assicurare il distanziamento sociale, in relazione alle condizioni degli ambienti scolastici e della fascia di età degli allievi. Non si potrà escludere, almeno in una fase iniziale, la permanenza di forme di didattica a distanza, di alternanza tra presenza/distanza, di turnazione.

8. Sono altresì opportune misure per la sicurezza delle piattaforme informatiche, nonché misure per regolamentarne l’utilizzazione al fine di garantire ai minori una navigazione sicura, anche in accordo con la polizia postale. In caso di permanenza della didattica a distanza occorre, infine, definire accuratamente i tempi massimi giornalieri di utilizzazione dei computer per gli insegnanti e gli alunni (in relazione all’età). Lo stesso dicasi per segretari ed assistenti amministrativi in smart working. Pari attenzione andrà riservata all’importanza di conciliare le esigenze della vita lavorativa in modalità di smart working con la vita familiare (cosiddetto “diritto alla disconnessione”).

9. Tra i servizi connessi alla scuola per cui è necessario mettere in atto efficaci modalità di integrazione tra misure di sicurezza (distanziamento sociale) ed esigenze dell’utenza ricordiamo il servizio mensa ed il servizio di trasporto scolastico. 10.Nella prima fase potrebbe essere necessario evitare che gli spazi scolastici (aule, palestre, laboratori) siano messi a disposizione di altri fruitori (come ad esempio associazioni sportive, culturali o ricreative).

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