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La società civile di Bolzano crea 40 posti letto per i senzatetto

4 Dicembre 2019

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La società civile di Bolzano crea 40 posti letto per i senzatetto

Nel capoluogo altoatesino un gruppo di persone impegnate in ambito sociale aprirà, in via Carducci 19, uno spazio invernale per 40 uomini e donne senza fissa dimora. A Bolzano almeno un centinaio di senzatetto vivono per strada.

L’inverno bussa alle porte. Nonostante il freddo, dozzine di persone del capoluogo atesino devono dormire all’aperto. I cittadini impegnati non possono più aspettare che la politica e l’amministrazione si attivino pertanto, il 10 dicembre, giornata mondiale dei diritti umani, apriranno a Bolzano, in via Carducci, un ricovero invernale per senzatetto su tre piani: uno è riservato alle donne senza fissa dimora e alle famiglie, uno agli italiani e ai comunitari senza fissa dimora e uno ai migranti e rifugiati. Paul Tschigg, Federica Franchi, Caroline von Hohenbühel, Barbara Bertagnolli, Josef Andreas Haspinger e Heiner Oberrauch fanno parte del team ristretto che preparerà la struttura affinchè possa essere occupata. La Südtiroler Vinzenzgemeinschaft sostiene l’impegno degli iniziatori nella loro attività a pro di chi d’inverno ha bisogno d’un tetto. Si cercano urgentemente volontari per i servizi notturni. Il ricovero invernale rimarrà aperta fino a marzo 2020.

“Nessuno dovrebbe morire di freddo”, sottolinea il nucleo centrale della struttura invernale per i senza fissa dimora in via Carducci. Negli ultimi inverni a Bolzano sono morte persone a causa del freddo perché non hanno trovato posto in un dormitorio di emergenza o non hanno avuto la possibilità di disporre di coperte e sacchi a pelo. In Alto Adige i senza fissa dimora hanno accesso ad alcune strutture specializzate. Dieci si trovano a Bolzano ma non bastano: un centinaio di persone al momento sono costrette a passare la notte al freddo. Sono registrati nelle liste d’attesa dormendo nei boschi intorno a Bolzano, sotto i ponti e sulle panchine. Il freddo impedisce loro di dormire. Il numero di casi non segnalati è molto più alto perché tanti si vergognano di ammettere il loro stato di abbandono.

Dato che la politica e l’amministrazione non offrono sufficienti luoghi di emergenza di riparo, un gruppo di cittadine e cittadini volontari ha preso l’iniziativa. Fino a poco tempo fa l’edificio a più piani di via Carducci era abitata da un gruppo di ragazzi minorenni migranti. Ora la casa sarà occupata da 40 senza fissa dimora. Nonostante i tempi siano stretti, la Giornata mondiale dei diritti umani prevista per il 10 dicembre è il simbolo dell’obiettivo del ricovero per l’inverno, spiega Heiner Oberrauch. L’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani sottolinea che tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. L’articolo 3 mette in evidenza che ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona.

Paul Tschigg, che presta servizio da più di dieci anni presso il VinziBus, è a conoscenza delle difficili esperienze delle persone che non hanno un luogo dove dormire. Nella struttura di via Carducci i senza fissa dimora troveranno un letto, potranno recarsi nella casa tra le ore 20 e le ore 22 e alle ore 8 del mattino dovranno lasciare la struttura che resterà aperta fino a marzo 2020.

In questi giorni il team sta preparando i locali dello spazio con l’aiuto di alcuni volontari. La Croce Rossa metterà a disposizione 25 letti e materassi. Federica Franchi, di Bozen Solidale, e Caroline von Hohenbühel hanno stabilito i requisiti di accesso per i senzatetto: donne e uomini che sono ospitati in altre strutture verranno esclusi. I posti sono riservati alle persone inserite in una lista d’attesa e chi pernotterà nella casa dovrà sottoscrivere delle regole di comportamento; pertanto. Le persone potranno anche custodire i loro oggetti personali ed effettueranno i lavori di riordino dei locali utilizzati.

Il team è alla ricerca di cittadine e cittadini volonterosi che si impegnino a fare il servizio notturno. Durante le ore serali in cui avviene il check-in, i volontari saranno sostenuti da addetti alla sorveglianza. Gli interessati a una collaborazione sono invitati all’incontro informativo che si svolgerà in via Carducci 19 il giorno 6 dicembre alle ore 18. Chi fosse impossibilitato a partecipare a tale incontro può rivolgersi a Federica Franchi scrivendo un messaggio WhatsApp (+39 335 731 8167) oppure inviando una mail al seguente indirizzo: obdachlose.bozen@gmail.com. È ben accetto anche il sostegno volontario per attività artigianali.

Il gruppo bolzanino impegnato in questa attività spera che le istituzioni altoatesine si assumano al più presto la responsabilità per far fronte alle difficoltà dei senza fissa dimora presenti nella nostra provincia. “È assurdo che nel ricco Alto Adige le persone muoiano di freddo e siano costrette a vivere in condizioni drammatiche” sottolinea il gruppo di volontari. Nel frattempo ci pensa la società civile di Bolzano.

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