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Decine di minori e famiglie a Bolzano ancora senza tetto e costrette a vivere in strada

12 Dicembre 2019

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Decine di minori e famiglie a Bolzano ancora senza tetto e costrette a vivere in strada

Nonostante la struttura invernale recentemente inaugurata a Bolzano, sostenuta da un’iniziativa privata, decine di persone devono ancora dormire per strada. Si tratta di donne, bambini e minori. E le notti sono amaramente fredde.

Negli ultimi giorni più di 40 persone hanno dormito nella struttura invernale di Bolzano gestita da volontari. Ma il bisogno è molto più grande. Nella serata di apertura (martedì 10 dicembre) due famiglie che non erano sulla lista hanno chiesto di essere ammesse: una famiglia libanese con tre figli piccoli e una albanese con un figlio di due anni. Nonostante la casa già piena, è stato comunque creato uno spazio adeguato.

Durante la giornata di ieri i volontari e le volontarie che gestiscono la Casa d’Inverno hanno ricevuto moltissime richieste; tra le tante, una dal reparto di ostetricia dell’ospedale di Bolzano che chiedeva l’ammissione di una famiglia con un neonato e un bambino di tre anni, un’altra da operatori di altre organizzazioni umanitarie e dei servizi sociali. Tutti alla disperata ricerca di posti per le famiglie senza tetto con bambini piccoli. Anche la Garante per l’infanzia e l’adolescenza sta cercando un alloggio per minori.

Fino a marzo, le famiglie e le donne nella struttura invernale dormiranno su un piano e gli uomini senza fissa dimora potranno dormire su due altri piani. Paul, Federica, Caroline, Barbara, Josef e Heiner fanno parte del team centrale. Più di 50 persone si sono offerte volontarie negli ultimi giorni. I gestori si dicono soddisfatti: “La società civile è in movimento, la politica non lo è”, sottolineano.

La casa di via Carducci è un progetto temporaneo. Il problema dei senza fissa dimora rimane immenso e irrisolto. I politici devono trovare urgentemente soluzioni che abbiano un effetto a lungo termine. “Non dovrebbe accadere che le persone – comprese le famiglie e i minori – debbano passare notti gelide nei parchi e nei boschi intorno a Bolzano perché l’impegno politico non c’è”, dicono.

“Molte persone in Alto Adige si chiedono come si può sopravvivere con questo freddo”, riferisce il gruppo. Nei giorni scorsi hanno ricevuto richieste di informazioni e offerte di sostegno da tutto l’Alto Adige. “Possiamo fare molto”, dicono. “Ma non vogliamo sollevare le istituzioni dalle proprie responsabilità.”

Comune e Provincia devono, in breve tempo, approntare un piano di accoglienza per ridare dignità a tutte le persone ancora costrette a dormire all’addiaccio!

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