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Alto Adige. Contratto del pubblico impiego, via libera alla firma

3 Dicembre 2019

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Alto Adige. Contratto del pubblico impiego, via libera alla firma

Dopo 13 incontri, lo scorso mercoledì 27 novembre si è giunti alla firma del primo accordo stralcio per il rinnovo del contratto collettivo di intercomparto per i dipendenti pubblici della provincia di Bolzano per il triennio 2019-2021. La delegazione pubblica e la maggioranza dei sindacati dei lavoratori del settore pubblico hanno firmato la bozza di contratto sviluppata nelle settimane precedenti. Venerdì della scorsa settimana anche gli ultimi due sindacati hanno firmato il testo. Oggi la Giunta provinciale ha approvato la bozza di contratto sottoscritta dai sindacati e dalla delegazione pubblica, ponendo le basi per la definitiva approvazione. Il contratto entrerà in vigore dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione. I dipendenti pubblici provinciali inizieranno a usufruire delle modifiche economiche previste dal contratto dalla fine di gennaio.
“Con 175 milioni di euro questo contratto mette a disposizione un volume di risorse come mai finora” ha sottolineato il presidente e titolare della delega al personale Arno Kompatscher. Il presidente ha parlato di “un ottimo accordo nell’interesse di tutti i lavoratori e le lavoratrici”. Il presidente ha anche sottolineato come la firma del contratto sia stata la delibera più importante discussa oggi dalla Giunta. Il ringraziamento del presidente è andato alla delegazione pubblica guidata dal direttore generale Alexander Steiner e ai sindacati del pubblico impiego, con l’auspicio “di una prosecuzione dei lavori positiva come sin qui condotta anche in futuro”.
Il primo accordo stralcio approvato oggi dalla Giunta è il risultato di lunghe e intense trattative e rappresenta una soluzione positiva per i 33.500 lavoratori della pubblica amministrazione. La mano pubblica ha messo a disposizione 175 milioni di euro per le trattative, 127 dei quali per il personale della Provincia e della Sanità. Si tratta di quasi due terzi dei fondi messi a disposizione per il triennio 2019-21.
Il primo accordo stralcio ora approvato in via definitiva contiene quattro novità principali. La prima riguarda l’adeguamento all’inflazione. Da gennaio 2020 ammonterà all’1,9%, pari allo 0,9% per il 2019 e all’1% per il 2020. Il pagamento dilazionato dell’adeguamento all’inflazione dello 0,9% per tutto il 2019 avverrà nei primi mesi del 2020. Il terzo adeguamento all’inflazione, pari all’1,1%, sarà garantito a partire dal 1 gennaio 2021, se le parti si accorderanno su una nuova struttura salariale. Il presidente Kompatscher ha sottolineato la necessità “di fare chiarezza all’interno della giungla delle retribuzioni dei dipendenti pubblici, istituendo strutture chiare attraverso elementi retributivi confrontabili”.
La seconda novità riguarda la valorizzazione generale del lavoro in un contesto di plurilinguismo. In aggiunta all’indennità già presente nella busta paga dei dipendenti e legata al livello funzionale, è stata introdotta una nuova indennità di bilinguismo sulla base del livello linguistico del dipendente stesso, indipendentemente dal livello richiesto dalla sua qualifica funzionale. Si offre così un riconoscimento anche a quei lavoratori che hanno un patentino di bilinguismo più alto di quanto la loro figura professionale richiederebbe. Per questa indennità aggiuntiva sono previste risorse aggiuntive per 19 milioni di euro l’anno (2020/2021) da parte della Provincia solo per i dipendenti della Provincia e dell’Azienda Sanitaria. Altri 16 milioni sono stati stanziati per il pagamento dei premi di produttività 2019, il pagamento avverrà nella prossima primavera. La quarta novità riguarda unicamente il personale del settore pedagogico quale il personale docente delle scuole provinciali, gli insegnanti delle scuole d’infanzia, collaboratrici pedagogiche e all’integrazione e personale del servizio handicap, categorie destinatarie di incrementi delle retribuzioni professionali mensili con l’aumento o l’introduzione di nuove indennità d’istituto.

Foto, la delegazione pubblica e i sindacati della funzione pubblica/c-ASP/Barbara Franzelin.  

 

 

 

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