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Le Tradizioni dell’Avvento, a Merano, in Alto Adige

14 Ottobre 2019

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Le Tradizioni dell’Avvento, a Merano, in Alto Adige

Le tradizioni rappresentano la parte più intima e profonda del periodo che anticipa il Natale a Merano, andiamo a scoprire insieme le più rappresentative.

San Nicolò e i Krampus
San Nicolò è il patrono di Merano. Nella tradizione, il suo arrivo è accompagnato dai temuti “Krampus”. Mentre il Santo, dalla lunga barba bianca, dona dolci ai bimbi buoni (6 dicembre), le terrifiche creature si dilettano a farsi beffe dei passanti (5 dicembre).

I Krampus sono figure profondamente radicate nel folclore popolare. La loro origine risale a epoche precedenti allo sviluppo del Cristianesimo. I contadini temevano demoni e spiriti soprattutto durante l’inverno, quando le notti si fanno lunghe e fredde, e così scolpivano maschere di legno spaventose e si legavano addosso dei campanacci per scacciare le cattive presenze.

Oggi i Krampus sono mascheramenti allo stesso tempo spaventosi e suggestivi. La maschera che portano sul capo è un volto dai lineamenti diabolici, spiccano l’espressione luciferina e soprattutto le corna, a volte di grandi dimensioni. Il corpo è ricoperto completamente di pelo lungo, o comunque da stracci. S’aggirano per le strade con campanacci e sono muniti di rami che usano come fruste.

Si dice che tanto tempo fa, nei periodi di carestia, i giovani dei piccoli paesi di montagna si travestissero usando pellicce formate da piume e pelli, con corna di animali. Essendo così irriconoscibili, andavano in giro a terrorizzare gli abitanti dei villaggi vicini, derubandoli delle provviste necessarie per la stagione invernale.
Dopo un po’ di tempo i giovani si accorsero però che tra di loro vi era un impostore: era il diavolo in persona che, approfittando del suo reale volto diabolico, si era inserito nel gruppo rimanendo riconoscibile solo grazie alle zampe a forma di zoccolo di capra. Venne dunque chiamato il vescovo Nicolò, per esorcizzare l’inquietante presenza e sconfiggere il diavolo.

Tutti gli anni i giovani, travestiti da demoni, sfilano lungo le strade dei paesi accompagnati dalla figura del vescovo che sconfisse il male. San Nicolò distribuisce dolci ai bambini buoni, mentre i Krampus si “prendono cura” dei bambini cattivi. Quando non c’è il santo, i Krampus danno sfogo alla loro natura “esuberante” rincorrendo e spaventando soprattutto i più giovani.
A Merano San Nicolò si celebra il 6 dicembre, mentre, i Krampus il 5, ma sono presenti per le loro scorribande anche in altre giornate della settimana in centro città e dunque ai Mercatini di Natale, dove animano non poco l’atmosfera (5/12 dalle ore 15.30 alle ore 19; 6/12 dalle ore 15 alle ore 18; 8/12 dalle ore 15 alle ore 17.30).

Le scorribande dei Krampus
Anche quest’anno assieme a San Nicolò (il santo patrono della città) ai Mercatini di Natale irromperanno i Krampus che imperverseranno, in centro città nelle seguenti giornate:

6 dicembre, dalle ore 15.00 circa: sfilata di San Nicolò
https://mercatini.merano.eu/mercatini-natale-merano/programma/arriva-san-nicolo/

5 e 8 dicembre, dalle ore 14.00 alle 16.00:  sfilata dei Krampus
https://mercatini.merano.eu/mercatini-natale-merano/programma/i-krampus-sfilano-ai-mercatini/

Passeggiata Lungopassirio, piazza Terme e piazza della Rena.

La Corona dell’Avvento
La corona dell’Avvento fu ideata dal pastore protestante Johann Hinrich Wichern (1808-1881) allo  scopo di reperire fondi per l’istruzione  dei ragazzi bisognosi e senza casa. All’inizio la corona si diffuse principalmente nelle città protestanti della Germania del Nord, in particolare nei ritrovi ecclesiali, negli orfanotrofi e nelle scuole: Nelle case fu rimpicciolita e addobbata dalle famiglie con 4 candele, una per ogni domenica d’Avvento. Ci volle ancora un po’ di tempo prima che la corona d’Avvento conquistasse anche il sud, e si diffuse dopo la seconda guerra mondiale. I vari elementi della corona d’Avvento hanno carattere simbolico. Candele, corone e rami verdi erano già prima conosciuti come simboli invernali. La corona rappresenta l’eternità ed è simbolo di sole, terra e Dio. Le candele rappresentano la luce che è donata a Natale a tutti gli uomini. La corona dell’Avvento scandisce le settimane che mancano al Natale: le quattro candele vengono accese ciascuna in una domenica di Avvento, all’accensione segue una breve preghiera. Oggi la sua realizzazione rappresenta un momento da condividere tra genitori e bambini a scuola, come a casa. Tipicamente nelle case fa parte della decorazione natalizia.

Per ulteriori informazioni: www.merano.eu

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