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“Il commercio rimanga nei centri urbani e nelle zone residenziali”

18 Ottobre 2019

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“Il commercio rimanga nei centri urbani e nelle zone residenziali”

Come noto, la Giunta provinciale sta trattando la richiesta di un proprietario di immobile per la trasformazione della zona produttiva Nord1 presso la circonvallazione Nord di Brunico per potervi esercitare il commercio al dettaglio, un’attività che, nelle zone produttive, è limitata ai soli beni ingombranti. Ora, anche dai Comuni limitrofi, sono state raccolte delle perizie che forniranno la base per la deliberazione finale.

“I sindaci di cinque Comuni limitrofi, cioè Valdaora, Gais, Perca, S. Lorenzo e Rasun-Anterselva, hanno già fornito chiaramente la propria opinione. Il commercio al dettaglio rimanga nei centri abitati e nelle zone residenziali di paesi e città, e non al di fuori di essi. L’esercizio del commercio al dettaglio nelle zone produttive è regolamentato con chiarezza, ed è limitato ai soli beni ingombranti”, spiega il presidente dell’Unione commercio turismo servizi Alto Adige Philipp Moser.

Con lo strumento della Geoanalisi, l’Unione ha analizzato il Comune di Brunico e i Comuni limitrofi dal punto di vista dei punti vendita, dei negozi vuoti e delle frequenze, giungendo, sulla base dei dati raccolti, a una conclusione finale: “Il progetto in zona produttiva porterebbe a una riduzione delle frequenze a danno del commercio al dettaglio nel centro storico di Brunico e dei Comuni limitrofi”, sottolinea il presidente mandamentale dell’Unione Daniel Schönhuber. La zona del progetto presenta una frequenza giornaliera di circa 19.000 persone, in maggioranza pendolari e visitatori dell’ospedale. Con l’apertura di un’attività di commercio al dettaglio con annesso parcheggio, molte di queste persone effettuerebbero i propri acquisti nel nuovo negozio invece che, come di solito, nei negozi del centro urbano.

“Noi accogliamo sempre con grande favore i nuovi insediamenti commerciali in Alto Adige, che siano grandi, medi o piccoli, se essi avvengono nei centri urbani e nelle zone residenziali. In questo modo è possibile garantire un giusto equilibrio tra piccoli e medi negozi a conduzione familiare ed esercizi della grande distribuzione”, assicurano entrambi i rappresentanti dell’Unione, che ribadiscono anche nuovamente il senso e lo scopo del divieto di commerciare al dettaglio nelle zone produttive: “Il commercio dovrebbe insediarsi e svilupparsi all’interno di paesi e città, non al loro esterno. L’Alto Adige ha bisogno di centri urbani vivi, vitali e attrattivi, sia nelle aree metropolitane che in quelle rurali. Essi, infatti, vivono delle frequenze delle persone che li raggiungono per i motivi più disparati. E, insieme alle altre attività localmente rilevanti come gastronomia, artigianato e servizi, il commercio al dettaglio ne rappresenta un elemento fondamentale. Ecco perché dovrebbe rimanere nelle zone residenziali affinché sia possibile mantenere anche sul lungo termine l’elevato valore sociale ed economico di un centro urbano ricco di vita”.

Foto, il presidente dell’Unione Philipp Moser (sin.) con il presidente del Mandamento val Pusteria Daniel Schönhuber.  

 

 

 

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