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Bolzano. Óscar Romero e la sua vicenda a tinte forti, lunedì sul palco a Oltrisarco in chiave multimediale

13 Ottobre 2019

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Bolzano. Óscar Romero e la sua vicenda a tinte forti, lunedì sul palco a Oltrisarco in chiave multimediale

Un’opportunità da cogliere, se si è appassionati di grandi personaggi e di storia contemporanea. È quella di assistere all’ultima replica bolzanina dello spettacolo multimediale in parole-musica-immagini «En nombre de dios…!», emozionante affresco interamente attinto da situazioni vere e reali, che ricostruisce la vicenda del paladino dei diritti umani Óscar Romero intrecciata ai drammatici accadimenti che parallelamente hanno avuto per teatro il suo paese, il Salvador.
L’appuntamento è al teatro dello Spazio Costellazione, in via Claudia Augusta 111 a Oltrisarco (parcheggio disponibile) lunedì 14 ottobre, con inizio alle 20:30 e ingresso libero. Una scelta di calendario non casuale, ma che cade a un anno esatto da quando, rendendo merito al sacrificio del martire salvadoregno, il 14 ottobre dello scorso anno papa Francesco ha canonizzato Óscar Romero. Quale migliore occasione, dunque, per approfondire questa figura-simbolo per l’America Latina e oggi per il mondo intero, con la sua esperienza a tinte forti.
Organizza il Circolo culturale Oltrisarco per tutti gli interessati. La durata è di un’ora circa. La rappresentazione sarà completata da una perla finale, quando a parlare sarà la voce stessa di Romero. 

Sul palco New Eos teatro-musica Bolzano, con le voci di Mara da Roit e Patrizio Zindaco e le musiche di Luca Dall’Asta, i quali in un serrato mix di narrazione, immagini-verità e musica dal vivo ripercorreranno gli ultimi due anni di vita di Romero come da lui personalmente riportati, di pari passo con le contestuali pagine di cronaca: mattanze, sparizioni, incursioni degli squadroni della morte.

Óscar Arnulfo Romero è il vescovo cattolico di San Salvador che, a partire dalla fine degli anni Settanta, dinnanzi alle violenze che si consumavano nel paese decise di non tacere, e di prendere una posizione netta contro le ingiustizie perpetrate, gli abusi, le uccisioni di cittadini inermi, contro il fenomeno dei “desaparecidos”. Firmando così, implicitamente, la sua condanna a morte.
Il 23 marzo 1980 pronuncia la storica omelia-monito, di cui lo spettacolo riproporrà sul finire i momenti cardine, ivi inclusa la accorata esortazione che, rimpallata dai media, ha contribuito a fare la storia del novecento (discorso dal quale è stato mutuato il titolo della rappresentazione: quell’ “En nombre de Dios…!” che ha connotato a più riprese il toccante richiamo di monsignore, unico passaggio dello spettacolo che, per la sua forza espressiva, gli artisti hanno eccezionalmente lasciato in lingua originale spagnola).
Il giorno dopo, 24 marzo 1980, Óscar Romero viene ucciso a sangue freddo da un sicario. E proprio quel momento – tanto sconvolgente quanto intimo – segnerà uno dei frangenti topici dello spettacolo, andando quasi certamente a toccare le corde più profonde dell’animo degli spettatori, oltre che degli stessi interpreti.

La drammaturgia, ricca di momenti di pathos, fa diretto riferimento al libro del bolzanino Francesco Comina “Monsignor Romero, martire per il popolo” (ed. la meridiana), di cui rappresenta la riduzione scenica. Completerà la proposta l’esposizione in sala del ritratto di Óscar Romero appositamente realizzato per lo spettacolo dall’artista Claudio Calabrese.
Foto, NewEos Dall’Asta, Zindaco e Da Roit.  
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