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Alto Adige. Non udenti, delegazione incontra Kompatscher, Deeg e Widmann

4 Ottobre 2019

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Alto Adige. Non udenti, delegazione incontra Kompatscher, Deeg e Widmann

Sono circa 300 in Alto Adige le persone non udenti, mentre fra 400 e 500 sono i bambini sotto i 18 anni che hanno un difetto uditivo. Offrire loro supporto è l’obiettivo dell’Associazione genitori bambini audiolesi, che dal 1976 fornisce consulenza alle famiglie di ragazzi con difetto uditivo. Ieri i rappresentanti dell’associazione hanno incontrato il presidente Arno Kompatscher, l’assessora al Sociale Waltraud Deeg, nonché l’assessore alla Sanità Thomas Widmann. La delegazione, composta anche da rappresentanti dell’iniziativa per il riconoscimento della lingua dei segni in Alto Adige e in Italia (BimoLi, Promozione della comunicazione bimodale/bilingue), del Gruppo sportivo non udenti dell’Alto Adige e dell’Osservatorio provinciale dei diritti delle persone con disabilità, ha consegnato al presidente e ai colleghi la lista delle priorità per il periodo 2020/25. “Il linguaggio dei segni è un tema fondamentale, che però resta spesso inascoltato nel vero senso della parola. L’incontro e lo scambio con persone non udenti e associazioni del settore è perciò un momento fondamentale per raccogliere richieste e pianificare insieme il futuro. Il nostro impegno è quello di lavorare insieme proprio per rispondere a queste esigenze” ha sottolineato il presidente Arno Kompatscher a conclusione dell’incontro.
Un passo fondamentale per l’inclusione è il riconoscimento legislativo e la parificazione della lingua dei segni. “Abbiamo bisogno della lingua dei segni come mezzo di comunicazione, per essere a tutti gli effetti una parte della collettività e della società” ha sottolineato Veronika Wellenzohn Kiebacher (BimoLi). Meranese non udente, Wellenzohn Kiebacher ha illustrato con l’aiuto della traduttrice dalla lingua dei segni Elisabeth Greil come proprio l’utilizzo di questo linguaggio sia l’unico strumento che consente l’espressione a una persona non udente. Il riconoscimento legislativo della lingua dei segni rappresenta dunque per i non udenti uno strumento fondamentale per rimuovere le barriere che impediscono loro una vita completamente integrata e una socialità inclusiva. “Spesso occorre incrementare la consapevolezza nei confronti di questo tema – ha aggiunto il referente comunale per le persone con disabilità del Comune di Merano Heinrich Tischler – ciò vale per molti ambiti, specialmente il sociale, la sanità e la formazione.” “Un difetto uditivo e la sordità non si possono vedere, perciò dobbiamo renderle visibili” ha riassunto il presidente dell’Associazione genitori bambini audiolesi Roberto Bortolotti.
Il presidente Kompatscher e gli assessori Deeg e Widmann hanno espresso ai presenti la massima disponibilità a intervenire per quanto possibile per migliorare le condizioni dei non udenti con misure concrete. Una volta raccolte le richieste e le priorità, si tratta di trovare le modalità migliori per attuare le misure necessarie. L’assessore Widmann ha citato ad esempio la volontà di portare avanti un progetto pilota per offrire un supporto audiovisivo per persone non udenti nel settore della sanità. Un ulteriore intervento sul quale lavorare è l’inserimento di un supporto per non udenti agli sportelli del settore sociale. “La lingua dei segni è un idioma stupefacente, che consente partecipazione e inclusione alle persone non udenti con grande precisione e sottili sfumature di significato. Il discorso sul riconoscimento di questa lingua fa parte degli obiettivi sui quali intendiamo lavorare e nel frattempo vogliamo portare avanti piccoli ma sensibili passi per migliorare la vita dei non udenti” ha concluso Arno Kompatscher. Ai seguenti link la possibilità di scaricare video e interviste in alta risoluzione.

Foto/c-ASP/Barbara Franzelin.  

 

 

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