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Alto Adige. Aperto il nuovo anno pastorale, focus su formazione e comunicazione

20 Settembre 2019

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Alto Adige. Aperto il nuovo anno pastorale, focus su formazione e comunicazione

Parte in autunno un percorso di formazione dedicato ai volontari nelle parrocchie, invitati a dedicare una giornata all’anno a un evento formativo a loro scelta: è una delle nuove iniziative nell’anno pastorale diocesano 2019/20, incentrato su formazione e comunicazione, avviato oggi (20 settembre) a Bressanone. Domani la Relazione programmatica del vescovo Ivo Muser.

Con il convegno pastorale in corso oggi e domani al Vinzentinum di Bressanone, presenti due vescovi – Ivo Muser e Michele Tomasi – clero, operatori della pastorale, Consigli pastorali parrocchiali, laici attivi in ambito ecclesiale, si avvia ufficialmente il nuovo anno di lavoro diocesano. Reinhard Demetz, Direttore dell’Ufficio pastorale, ha presentato il tema 2019/20 “Sulla Tua Parola… credere, comprendere, vivere insieme“ incentrato su svariate iniziative di formazione e comunicazione. Parrocchie e associazioni ecclesiali sono invitate ad orientare al tema diocesano il proprio programma pastorale annuale. Una novità è il percorso diocesano di formazione che parte in autunno e che offre corsi per rafforzare il volontariato nelle parrocchie.

Un giorno all’anno per un corso
I volontari sono invitati a dedicare una giornata all’anno a un evento di formazione scelto tra i molti offerti, “perché acquisire gradualmente nuove competenze è d’importanza decisiva per il volontariato”, ha detto Demetz. Il percorso diocesano di formazione, con sistema modulare, propone incontri sui tanti servizi svolti nella comunità parrocchiale. “Accanto a corsi regolari nelle case di formazione, ogni unità pastorale può anche prenotare corsi specifici, che saranno proposti in loco. In tal modo ognuno è libero di scegliere un evento formativo adeguato alle sue esigenze”, ha ricordato Demetz. L’offerta vuole coprire l’intero spettro delle attività del volontariato in parrocchia. Il nucleo è rappresentato da cinque moduli base: essere Chiesa oggi, ascoltare e comprendere la Parola di Dio, vivere la Parola di Dio, approfondire e trasmettere la fede, celebrare e vivere la liturgia. Ad essi si aggiungono moduli specifici riguardanti i ruoli dei volontari parrocchiali. Il percorso di formazione diocesano nasce dalla cooperazione tra Curia e istituti diocesani di formazione: Katholisches Bildungswerk, che coordina il percorso, Accademia Cusano, Studio teologico-accademico di Bressanone e Istituto di scienze religiose. Sul sito web della Diocesi le informazioni aggiornate sugli eventi: www.bz-bx.net/it/percorso-di-formazione

Altre iniziative dell’anno pastorale
Comunicare significa anche testimoniare e trasmettere la fede: nel 2019/20 la Diocesi propone quindi un corso di approfondimento sulla fede cristiana e iniziative di catechesi per adulti. E infine comunicare significa anche cercare il dialogo nella società e con persone di altre religioni, per un confronto senza pregiudizi: per questo nel nuovo anno pastorale la Chiesa altoatesina offre iniziative di ecumenismo e dialogo interreligioso (come la mostra itinerante “Ethos universale”, a disposizione di scuole, enti, associazioni), azioni di giustizia sociale e tutela del creato (con l’edizione aggiornata del Manuale per l’ambiente), approfondimenti sulle visioni del mondo e sulle varie forme di esoterismo.
Informazione e nuovi media

A Bressanone quattro giornalisti hanno poi parlato di informazione nella Chiesa e nella società. Gudrun Sailer di Vatican News a Roma si è soffermata sulla riforma della comunicazione voluta da papa Francesco e sui media vaticani. Il ruolo dei social media nella comunicazione (usati da 31 milioni di italiani, per una media di quasi 2 ore al giorno) è stato tracciato da Gigio Rancilio, responsabile dei social del quotidiano Avvenire. Alcune sue raccomandazioni: non tanti contenuti, ma buoni; stare sui social in modo chiaro, tempestivo e trasparente; saper coinvolgere la comunità; usare un linguaggio adulto, moderno e serio; e infine ricordarsi sempre che oggi le persone hanno bisogno di bene.
Floriana Gavazzi, giornalista di Rai Alto Adige, si è soffermata su opportunità e sfide della digitalizzazione per la Chiesa. Ha tra l’altro ricordato la comunicativa di papa Francesco, fatta di un linguaggio essenziale e incisivo, dell’uso di immagini centrale nella cultura contemporanea (ad esempio “la Chiesa ospedale da campo”, “l‘odore delle pecore”). Le sfide principali anche per la Chiesa locale: rispondere alla domanda di umanizzazione che arriva da tante parti e ritornare alle radici dell’annuncio di liberazione. Conclusione: in una società della frammentazione, dobbiamo agire per creare legami. Il digitale è il primo passo, inevitabile e anche creativo, ma deve preparare il terreno per l’incontro vero, umano e comunitario. Comunicare la parrocchia sfruttando le sue possibilità, come ad esempio il bollettino, per invitare le persone, suscitare interesse, creare contatti: su questo ha insistito nel suo intervento Martin Lercher, teologo e giornalista del Dolomiten. Altro tema, il linguaggio per comunicare: deve essere adeguato ai tempi e comprensibile alla società, anche nel modo di predicare e rivolgersi direttamente alla persona.

Domani mattina alle 9.15 i lavori proseguono con la relazione programmatica del vescovo Muser, che anticipa i prossimi passi della Diocesi e affronta anche temi attuali nella società altoatesina. Il convegno, organizzato da Accademia Cusanus e Ufficio pastorale, si conclude con la consegna delle onorificenze diocesane.

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