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“TRACCE DEL ’900”, mostra collettiva dalla collezione Tomasi nella Sala Espositiva di Laives

17 Maggio 2019

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“TRACCE DEL ’900”, mostra collettiva dalla collezione Tomasi nella Sala Espositiva di Laives

Domani alle ore 11, nella Sala Espositiva di Laives in via Pietralba 29, si terrà l’inaugurazione della mostra collettiva “Tracce del ‘900” che presenta 20 opere di 16 artisti provenienti dalla collezione Tomasi. Gli artisti esposti sono Trento Longaretti, Renato Guttuso, Enrico Paolucci, Ruggero Savinio, Aligi Sassu, Mario Tozzi, Achille Funi, Ernesto Treccani, Giannetto Fieschi, Virgilio Guidi, Francesco Tabusso, Attilio Alfieri, Remo Brindisi, Rina Soldo, Franco Rognoni, Armando Tomasi.
L’evento è a ingresso libero e seguirà un rinfresco. La mostra rimarrà aperta fino a domenica 2 giugno con i seguenti orari: da martedì a sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, domenica dalle 10 alle 12, lunedì chiuso.
L’esposizione è organizzata dall’Associazione culturale “lasecondaluna” con il sostegno e il patrocinio del Comune di Laives e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura in Lingua Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano.
La mostra presenta una selezione di opere della collezione privata del pittore Armando Tomasi, il quale ha instaurato nel corso della propria vita intensi rapporti con artisti a lui coevi. L’esito di questi sodalizi artistici si è tradotto in un fecondo scambio di opere, testimoni del suo tempo e protagoniste del percorso espositivo di questa mostra. Come suggerisce il titolo, si tratta di ripercorrere le tracce di alcuni protagonisti del Novecento fruendo dell’opportunità di conoscere da vicino uno spiraglio dell’arte italiana che va dall’informale rinnovamento del Secondo dopoguerra fino alla pittura degli anni Settanta. “Tracce del ’900” è una sorta di collettiva che presenta opere di artisti storici, accomunate da uno stile figurativo che propone i grandi temi classici del ritratto, della natura morta e del paesaggio.

La collezione Tomasi nasce dalla passione del pittore Armando Tomasi per l’opera d’arte in tutta la sua bellezza e dalla visione che egli aveva del collezionare come un momento per ripensare alla propria carriera artistica. La vita e l’arte di Armando Tomasi fungono da filo rosso all’interno della mostra. All’interno del percorso espositivo non poteva quindi mancare una sua opera. Si tratta di un olio su tela dai colori eterei e dalle larghe campiture raffigurante “Una serata a Caposunio” (1967), la cui poetica è racchiusa in maniera esatta in questa citazione dell’autore: “L’opera d’arte porta con sé un incanto. Essa è sempre rivelativa di un mondo o se preferiamo di tanti mondi imbastiti di luce e cuciti col colore. L’opera d’arte, segno dell’anima, porta con sé l’avventura del creare a partire da un mondo latente che già è, ma che si accende e si manifesta grazie al nostro atto del vedere. Per questa ragione, oltre ad avere dipinto per decenni, amo attorniarmi di opere d’arte di artisti coetanei o maestri che ho incontrato durante la mia vita artistica.”

Foto, opera di Aligi Sassu.  

 

 

 

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