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Roma. Salvini e Di Maio, botta e risposta, tra “chi polemizza e cerca fascisti” e “chi lavora e difende i confini”

7 Aprile 2019

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Roma. Salvini e Di Maio, botta e risposta, tra “chi polemizza e cerca fascisti” e “chi lavora e difende i confini”

Matteo Salvini fa la voce grossa e precisa “chi lavora” e chi “polemizza”. Lo “sblocco dei cantini” no si vede, invece “la difesa dei confini “ c’è. E va giù duro vicepremier della Lega. “Io rispondo con il lavoro. Questa gente cerca fascisti, comunisti, nazisti, marziani, venusiani… ma i ministri sono pagati per lavorare”,.dice Salvini. La “gente” di cui parla sono i ministri M5s e Luigi Di Maio, che lo ha attaccato sull’alleanza con Afd, l’estrema destra tedesca. Ma il capo del M5s ribatte caustico: “Alternative für Deutschland nega la Shoah, è preoccupante. E da che pulpito viene la predica di Salvini sui ministri, è un po’ nervoso…”. E via di questo passo continua il botta e risposta ormai in piena campagna elettorale. Soprattutto sul piano della politica economica si innesta innesta una fase molto delicata per il governo. Interviene il presidente della Repubblica con un invito alla prudenza Sarà varato tra un paio di giorni il Def,- documento di Economia e Finanza – che certificherà la frenata economica con a quale il governo dovrà fare i conti e che in autunno potrebbe sfociare con una pesante manovra. Bocche cucite al momento, mentre il premier Conte è convinto che nel secondo trimestre il Pil migliorerà. Sarà chiaro la settimana prossima quale delle due linee prevarrà: se quella moderata del ministro Tria con l’asticella del Pil allo 0,2% e se invece M5s e parte della Lega ne fisseranno il valore allo 0,5%.
Si infiamma intanto il clima politico. La carica dei Pentastellati sta facendo crescere il consenso al movimento. Ed è a ciò che Di Maio si riferisce quando descrive il comprimario “un po’ nervosetto”. Intanto dal Pd Nicola Zingaretti accusa il governo di “bloccare” il Paese e chiede ai due vicepremier di dimettersi. Salvini attacca sul tema dei cantieri, gestito in prima battuta dal ministro alle infrastrutture Toninelli. Di più: accusa il M5s di voler fare accordi con i vecchi partiti in Europa e Di Maio di “non essere al passo coi tempi” quando evoca il rischio di un ritorno del fascismo.

In foto, Luigi Di Maio

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