Cronaca Nera Cultura & Società

Sanità e integrazione culturale, circoncisione casalinga, il bimbo muore

25 Marzo 2019

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Sanità e integrazione culturale, circoncisione casalinga, il bimbo muore

Per motivi culturali, religiosi o igienici tra i 4000 ed i 5000 bambini stranieri ogni anno in Italia vengono circoncisi.
Papà e mamma, di origine ghanese, praticano al loro ultimo nato, di cinque mesi, la circoncisione, intervengono complicazioni cardiocircolatorie e il bimbo muore. A Scandiano, paese del Reggiano , dove la famiglia è residente da tempo, nella notte tra venerdì e sabato, i genitori praticano al bimbo l’intervento. Le condizioni del bambino sarebbero subito diventate critiche e i familiari l’hanno portato all’ospedale di Scandiano, dove sarebbe arrivato già in condizioni disperate, in arresto cardiocircolatorio e con una forte emorragia. Situazione giudicata dal personale sanitario gravissima, tanto da ritenere opportuno il trasferimento del paziente all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. Qui gli interventi sono risultati vani e il bimbo si è spento nella notte.
Allertati dall’ospedale di Scandiano, i carabinieri di Reggio Emilia stanno indagando nel massimo riserbo per conoscere le modalità di quanto accaduto. Sarà l’inchiesta ora ad accertarne le responsabilità. La Procura reggiana ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico dei genitori
Fortemente colpito dalla tragedia il comune di Scandiano, 26mila abitanti, dove delle comunità di origine straniera quella ghanese è tra le meno numerose. Il sindaco Alessio Mammi (Pd) parla di un “fatto gravissimo” e auspica giustizia per i responsabili, sottolineando che sul territorio ci sono “servizi molto capillari che consentono di fare simili interventi in sicurezza”. I bimbi che subiscono la pratica clandestinamente, e spesso non realizzata da medici, corrono infatti il rischio di contrarre infezioni ed emorragie che possono diventare letali.
“È necessario creare le condizioni per una vera integrazione, imponendo dappertutto il rispetto delle leggi italiane”, sottolinea Licia Ronzulli (FI), presidente della Commissione bicamerale per infanzia e adolescenza.
Chiede invece con urgenza una “legge nazionale”affinché si “autorizzino le strutture pubbliche e private ad effettuare le circoncisioni presso gli ospedali con costi accessibili”, Foad Aodi, fondatore dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi). Per motivi culturali, religiosi o igienici tra i 4000 ed i 5000 bambini stranieri ogni anno in Italia vengono circoncisi. Le operazioni clandestine, sottolinea Aodi, a dicembre erano “più del 35% a livello nazionale”, poi sono “scese in questi tre mesi al 25% dopo la tragica morte del bambino a Monterotondo” (dove si era verificato un caso analogo). La Grande moschea di Roma ha lanciato un appello ai musulmani in Italia affinché si avvalgano unicamente di strutture sanitarie pubbliche o private per svolgere la circoncisione rituale.

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