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Trentino Alto Adige. Regione a sei, anzi no, a sette, alta tensione nella Svp

23 Febbraio 2019

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Trentino Alto Adige. Regione a sei, anzi no, a sette, alta tensione nella Svp

L’allargamento della giunta si imporrebbe dopo la “scoperta” che l’articolo 36 delle Statuto di autonomia prevede che la Regione abbia due vicepresidenti, uno di lingua italiana e l’altro di lingua tedesca. Nella giunta a cinque ci sarebbe posto per un solo tedesco e dunque la Svp dovrebbe rinunciare alla presidenza. Prima della resa dei conti di mercoledì, quando Kompatscher ha fatto presente il dettato dello Statuto, per ben due volte il partito della Stella alpina si era espresso contro l’allargamento. A questo punto l’Obmann Philipp Achammmer , che aveva imposto a Kompatscher di accettare la soluzione a cinque tenendo fuori  la giovane consigliera Jasmin Ladurner, va su tutte le furie e convoca la direzione del partito che si riunirà lunedì. Ma l’esito dell’allargamento della giunta appare scontato perché la Svp non può permettersi di lasciare la presidenza ai trentini. Achammer sarà costretto ad accettare un altro duro colpo, dopo la mancata nomina a vicepresidente della giunta provinciale. I suoi rapporti con Kompatscher sono sempre più tesi mentre il vice Obman Karl Zeller richiama tutti all’unità del partito. Esulta la Lega perché con la soluzione a sette entrerebbe in giunta Rita Mattei.
Non risparmiano attacchi le opposizioni tedesche. Sven Knoll e Miriam Atz Tammerle richiamano in vita la defunta Convenzione per l’Autonomia: “La Regione non va allargata né potenziata, – ricordano – ma semplicemente abolita e le competenze trasferite alla due Province”- ricordano i due esponente della Südtiroler Freiheit .
Con la giunta a sette, Bolzano avrebbe quattro posti: Kompatscher, Mattei, Waltraud Deeg e Manfred Wallazza. Trento avrebbe Fugatti e Leonardi e Cia.

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