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Bolzano. La diciottesima edizione del festival di cultura contemporanea Transart si apre giovedì 6 settembre

3 Settembre 2018

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Bolzano. La diciottesima edizione del festival di cultura contemporanea Transart si apre giovedì 6 settembre

Cosa vediamo e abbiamo visto? Cosa ascoltiamo e cosa abbiamo sentito? La diciottesima edizione del festival di cultura contemporanea Transart si apre giovedì 6 settembre alle 20.30 con una prima assoluta negli spazi industriali delle Officine FS. Intorno alle rotaie, i tubi metallici, le vecchie locomotive della rimessa di Bolzano comparirà un giardino di opere d’arte vibranti di musica. Fra queste, le figure candide e visionarie di Pawel Althamer, gli umoristici assemblaggi scultorei di Isa Genzken, le dichiarazioni politiche, impresse nel legno, di Jimmy Durham, i menhir di Adolf Vallazza. E ancora lavori di Nino Franchina, Ana Lupas, Jim Lambie, Nanni Balestrini, Reynaud Dewar.
Una prima assoluta per il Festival che anche quest’anno si apre alla collaborazione con Museion, il museo d’arte contemporanea di Bolzano per esplorare – con un ambizioso progetto site specific – le infinite possibilità di dialogo fra musica e arte contemporanea.
In questo labirinto di statue si muoveranno le voci di due stelle della classica contemporanea e d’avanguardia, quella della cantante e compositrice polacca Agata Zubel, una massa di capelli neri, una voce capace di convincere e stregare, e del baritono Frank Wörner.
Il percorso avrà come filo rosso il testo Bildbeschreibung dello scrittore e drammaturgo tedesco Heiner Müller, messo in musica dalla compositrice polacca. Così commenta Agata Zubel nella nota a margine del progetto: “Si può descrivere un quadro con l’aiuto del suono? Potrebbe essere più complicato ma voglio provarci. L’azione drammatica bloccata nel tempo, quell’attimo congelato in una condizione irreale, esigono formalmente di essere completati dalla musica. Lui e lei – due cantanti/attori, immobili nel quadro – commentano incessantemente la loro presente situazione e gli eventi che l’hanno provocata”.
I musicisti del Klangforum Wien, formazione composta da musicisti provenienti da dieci diversi paesi e impegnata da sempre nell’esecuzione di pezzi del repertorio contemporaneo, sarà il terzo elemento centrale della scena. Ognuno di essi si calerà – di volta in volta – nel ruolo di solista, camerista o attore.
Diviso tematicamente e temporalmente in due sezioni, il capanno delle Officine potrà essere vissuto in un modo totalmente inedito dal pubblico di Transart. L’invito, all’ingresso, è di immergersi nello spazio abitato dalle opere e dalle installazioni di luce create da Bartosz Nalazek – talentuoso direttore della fotografia con alle spalle importanti progetti per il cinema, il teatro e  la televisione in Europa e in America – per scoprire il legame fra l’opera e il musicista che l’accompagna e circonda di suono. Attraversare questo spazio sarà come attraversare un dipinto e stabilire un contatto senza mediazioni con gli oggetti, le figure, i musicisti e gli attori.
Al termine di questo “viaggio nell’opera”, in un secondo spazio, l’orchestra riunita dialogherà con i due cantanti performer e con il pubblico, nella classica dialettica tra palcoscenico e pubblico.
La musica si anima, e con la musica anche il quadro.

Agata Zubel è il cuore pulsante del progetto Bildbeschreibung. Nata a quarant’anni fa a Breslavia, piccola cittadina sul Fiume Oder nella Polonia Occidentale, è stata definita dal  New York Time una delle compositrici e cantanti di più compiute dei nostri tempi. Il suo lavoro è caratterizzato da una fascinazione per il timbro, per l’espansione delle capacità performative e la sperimentazione continua. Lo studio della composizione e delle percussioni le rivela tutte le potenzialità dello strumento-voce. Realizza negli anni della formazione presso la Karol Lipinski Academy of Music di Breslavia, Parlando, una composizione che diventerà il suo biglietto da visita a livello globale. “E’ stato un momento molto bello e strano – ricorda – i miei colleghi compositori hanno iniziato a vedermi anche come cantante e a scrivere pezzi per me”.
Ha partecipato a progetti sperimentali di improvvisazione e si è esibita in Europa, Corea, Canada e Stati Uniti. Nel 2013 la sua composizione, Not I, registrata con il Klangforum Wien è stata nominata dal New York Times una delle più significative registrazioni del 2014. Ha ricevuto commissioni per numerosi festival globali e orchestre, da Seattle a Tel Aviv. La sua discografia include dozzine di album, da  Dream Lake, con il pianista finlandese Joonas Ahonen, e Stories Nowhere From, album di Cezary Duchnowski con il quale forma il duo ElettroVoce.
Si è esibita – fra gli altri – al New York Ferus Festival e alla Los Angeles Philarmonica con l’opera Chapter 13 basata sul Piccolo Principe di Saint-Exupéry.
Ha detto di lei Mikhail Shmidt, violinista della Seattle Chamber e della Players Seattle Symphony: “Rende possibile ogni cosa. È un incredibile animale da palco, andare con lei in scena è un’esperienza unica”.

06.09. ore 20.30 – Bolzano – Officine FS, Via Macello 24
BILDBESCHREIBUNG – prima assoluta
Per due voci, ensemble ed elettronica
Testo di Heiner Müller – ca. 100′
Agata Zubel
Klangforum Wien
Titus Engel – Direttore
Frank Wörner – Baritono

Il concerto è limitato a un pubblico di 400 persone.
Per prenotarsi è necessario chiamare lo 0471 673 070

 

 

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